Cronaca

Tram di Brescia, primi cantieri al via a luglio a nord della Fiera

Il Tar ha respinto il ricorso del secondo classificato nel bando di aggiudicazione dei lavori. Ora l’obiettivo è avere la prima corsa nel 2030
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

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Tram, a luglio il via ai lavori

Il tram si mette sui binari giusti. Non ancora quelli d’acciaio, ma quelli – decisivi – delle carte, delle sentenze e del calendario. E stavolta con una data: luglio. Dopo mesi di attesa e ricorsi, la linea T2 Fiera–Pendolina accelera.

Il Tar ha respinto il ricorso del secondo classificato, confermando la correttezza dell’aggiudicazione e liberando di fatto la strada all’avvio dei lavori. Un passaggio tutt’altro che formale, perché consente ora di entrare nella fase operativa senza più ostacoli giudiziari.

La decisione

«Il Tar – spiega il vicesindaco Federico Manzoni – ha confermato la bontà del provvedimento e la regolarità della procedura, cosa che ci consente di procedere spediti nelle fasi successive». Tradotto: progettazione esecutiva in corso e conto alla rovescia ormai partito. L’obiettivo è chiaro: primi cantieri al via a luglio, partendo dalle aree a nord della Fiera. Qui si concentreranno i primi interventi, con la realizzazione del parcheggio di interscambio da oltre 1.100 posti e del deposito dei convogli.

Una partenza «morbida», almeno dal punto di vista della viabilità, perché si tratta di zone non urbanizzate. Ma è solo l’inizio di un’opera destinata a entrare progressivamente nel tessuto cittadino, con tutte le attenzioni – e le criticità – del caso.

La conferenza stampa in Loggia
La conferenza stampa in Loggia

«Partiremo a luglio, ormai siamo pronti – conferma il presidente di Brescia Mobilità Alessandro Marini –. I ricorsi sono stati respinti e possiamo considerare i cantieri come un treno in corsa». Da qui alle prossime settimane, i passaggi saranno tecnici ma fondamentali: acquisizione delle aree, consegna alla ditta e avvio delle attività preliminari, dalla bonifica alla realizzazione delle prime infrastrutture, in particolare lo spostamento dei sottoservizi in via Orzinuovi. Un cronoprogramma che, nonostante lo slittamento rispetto alle ipotesi iniziali, resta confermato nell’obiettivo finale: prima corsa nel 2030.

Sul fronte legale la partita sembra chiusa, anche se resta possibile un ricorso al Consiglio di Stato: «Il Tar ha però respinto integralmente il ricorso – sottolinea il direttore generale di Brescia Mobilità, Marco Medeghini – e questo rafforza le motivazioni tecniche che hanno portato alla scelta del primo classificato».

Cantieri

Ora, però, si apre la fase più delicata: quella dei cantieri. Il Comune promette attenzione e confronto, consapevole dei disagi inevitabili. «C’è un grande lavoro alle spalle e continuerà – aggiunge Manzoni – anche con momenti pubblici per spiegare benefici e organizzazione dei lavori». Dopo la metropolitana, Brescia si prepara così a costruire la seconda spina dorsale del trasporto pubblico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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