Mentre il confronto sulla stazione del Garda resta aperto, la linea Brescia Est-Verona della Tav entra nell’ultima fase: quella in cui il cantiere smette progressivamente di essere cantiere e comincia a comportarsi come un’infrastruttura che si prepara a funzionare.
I prossimi passi
Il passaggio chiave è atteso a giugno, quando dovrebbero partire i primi treni prova, avviando le verifiche funzionali necessarie per l’autorizzazione alla messa in esercizio. È l’ingresso nell’ultimo miglio del progetto.
Lo stato dell’opera è avanzato. La costruzione delle opere ferroviarie è completata lungo l’intero tracciato, così come la posa dell’armamento, avviata nell’aprile 2025. Restano in corso le attività sugli impianti tecnologici, insieme alle finiture e alle verifiche di sicurezza.
Completati anche i principali nodi infrastrutturali. Il bivio di Mazzano è stato attivato nella configurazione definitiva a gennaio 2026, mentre a fine 2025 è entrato in funzione anche il bivio di Lugagnano, nel Veronese, permettendo il collegamento tra la linea storica Milano-Venezia e la nuova tratta ad alta velocità.
In dirittura d’arrivo anche il sistema delle gallerie di Lonato, l’opera più complessa del tracciato, dove sono terminate le lavorazioni civili e la posa dei binari, mentre prosegue l’installazione degli impianti.
Il cronoprogramma conferma la fine dei lavori principali entro il 30 giugno di quest’anno, in linea con gli obiettivi del Pnrr (Piano Nazionale di ripresa e resilienza). La messa in esercizio è prevista entro la fine dell’anno, mentre alcune opere collaterali si protrarranno fino al 2027.



