Cronaca

Tasse e multe non pagate: la Corte dei conti richiama i Comuni bresciani

Quattro recenti pronunciamenti dei magistrati contabili sottolineano la crescente difficoltà delle amministrazioni ad incassare vecchie pendenze
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Aumentano le multe mai pagate
Aumentano le multe mai pagate

Le tasse vengono accertate, le multe elevate, i crediti iscritti nei bilanci. Ma quando arriva il momento di incassare, per i Comuni iniziano le difficoltà. E con il passare degli anni quelle somme non riscosse rischiano di trasformarsi in un problema sempre più difficile da gestire. È un filo conduttore che attraversa quattro recenti pronunciamenti della Corte dei conti, riguardanti Paderno Franciacorta, Bedizzole, Urago d’Oglio e Brescia.

A Paderno 

Il caso più recente è quello di Paderno Franciacorta, un Comune di 3.367 abitanti, finito sotto la lente dei magistrati contabili per i rendiconti 2023-2025. La capacità di riscossione dei residui relativi alle entrate tributarie è passata dal 72,41% del 2023 al 58,56% del 2024, per precipitare al 27,01% nel 2025. Nell'ultimo anno è stato quindi incassato poco più di un quarto delle somme pregresse considerate in quella categoria di entrate. «Da alcuni anni l’ente sta cercando, compatibilmente con i cambiamenti del personale dipendente registrati, di ridurre i tempi di incasso attraverso una più stringete attività di sollecito realizzata a ridosso della scadenza della rata», si legge nella risposta dell'Amministrazione riportata dalla Corte. Ma il problema non riguarda soltanto l'organizzazione degli uffici.

«Le difficoltà economiche sia della popolazione che delle attività economiche presenti sul territorio rende sempre più difficile l’incasso immediato e impone la concessioni di piani di rateizzazione frequenti», aggiunge il Comune. Per la Corte dei conti la scarsa capacità di riscossione «rischia di vulnerarne gli equilibri finanziari» e ricorda che gli accantonamenti destinati a fronteggiare i crediti di dubbia esigibilità «non possono essere considerati risolutivi in una prospettiva di lungo periodo». Il rischio è che le entrate rimangano solo sulla carta senza tradursi nelle risorse liquide necessarie per finanziare le spese e i servizi.

A Bedizzole

A Bedizzole il problema riguarda soprattutto i crediti più vecchi. Al 24 novembre 2025, a fronte di circa 1,2 milioni di euro di crediti pregressi nelle categorie esaminate, gli incassi risultavano pari complessivamente a circa 141mila euro. Per le sole entrate tributarie, contributive e perequative, sui 323mila euro di residui considerati erano stati recuperati poco più di 40mila euro, pari al 12%. La verifica sui crediti risalenti a prima del 2022 ha poi evidenziato una percentuale di riscossione del 14% nel corso del 2025. La Corte parla di «modeste percentuali di riscossioni» e della «difficoltà di smaltimento» dei crediti più risalenti.

Il Comune ha spiegato di operare direttamente attraverso il proprio agente della riscossione, senza affidare all'esterno il servizio. Le iniziative comprendono «procedure esecutive in corso, conseguenti alla notifica delle ingiunzioni e accertamenti esecutivi». Tra gli strumenti utilizzati, l'Amministrazione indica «pignoramento conti correnti, fermi macchina, pignoramenti mobiliari», oltre ai pignoramenti di somme dovute ai contribuenti da soggetti terzi. Eppure, anche ricorrendo a queste procedure, recuperare le somme arretrate resta complicato. I crediti tributari più vecchi riguardano soprattutto la Tari, mentre tra le entrate extratributarie figurano rette di asili nido, mense scolastiche e servizi di assistenza.

A Urago d’Oglio

Il municipio di Urago d'Oglio
Il municipio di Urago d'Oglio

Ben più delicata è la situazione di Urago d'Oglio, dove le difficoltà nella gestione delle entrate si inseriscono in una condizione di squilibrio finanziario che ha portato il Comune ad adottare un piano decennale di riequilibrio. Nel corso della ricognizione contabile sono stati eliminati residui attivi per oltre 1,6 milioni di euro. I numeri della riscossione mostrano quanto il problema fosse radicato. Per le entrate tributarie, contributive e perequative, la percentuale di incasso dei residui è stata dell'11,24% nel 2021, dell'11,64% nel 2022, del 21,59% nel 2023 e di appena il 4,51% nel 2024, prima di risalire al 29,54% nel 2025. Il caso di Urago d’Oglio mette in evidenza anche un altro ostacolo: la carenza di personale. Nella documentazione trasmessa alla Corte, l'Amministrazione ha riferito di non avere ancora attivato, al momento della risposta alla nota della Corte dei Conti, la riscossione coattiva per il 2026 proprio per la mancanza di risorse umane, aggravata dalle dimissioni del responsabile del servizio.

In città

Il fenomeno non risparmia nemmeno Brescia, dove le dimensioni del bilancio rendono particolarmente rilevanti gli importi in gioco. Nella deliberazione del 26 marzo, relativa ai rendiconti dal 2021 al 2024, i magistrati avevano evidenziato «una scarsa capacità di riscossione in conto residui dell’Ente», soprattutto per la Tari e le sanzioni al Codice della strada. Per la tassa rifiuti, i crediti pregressi sono scesi da 16,4 milioni di euro all'inizio del 2021 a 13,7 milioni alla fine del 2024. Ma la percentuale di riscossione dei residui iniziali è diminuita dal 31,5% del 2021 al 25% del 2024. Ancora più basse le percentuali relative alle multe. I residui attivi per le sanzioni della Polizia locale sono passati da 29,6 milioni di euro all'inizio del 2021 a 28,8 milioni alla fine del 2024. Nello stesso periodo, la percentuale di riscossione dei crediti pregressi è rimasta su livelli particolarmente contenuti: 4,9% nel 2021, 10,5% nel 2022, 9,1% nel 2023 e 7,1% nel 2024. Va precisato che si tratta delle somme arretrate e non della riscossione complessiva delle entrate dell'anno.

Per le multe, ad esempio, la capacità di incasso degli accertamenti di competenza è migliorata dal 41,5% del 2021 al 52,9% del 2024. Resta però la difficoltà di recuperare i crediti accumulati negli esercizi precedenti. E anche in questo caso la Corte ha invitato il Comune di Brescia a procedere «in maniera più significativa nelle azioni intraprese» per migliorare la riscossione dei residui. E qui la Corte dei conti richiama anche un principio di equità fiscale: la riscossione dei tributi è un'attività «necessaria ed indispensabile per garantire risorse al Comune». I magistrati sottolineano inoltre la necessità di evitare ritardi che possano determinare «sperequazioni non accettabili rispetto a chi osserva tempestivamente e scrupolosamente gli obblighi tributari».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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