Niente ansia. Non serve a nulla mandarsi mail per capire se la pec funziona o aprire febbrilmente lo sportello della cassetta della posta: la Tari è in arrivo. È in ritardo rispetto agli altri anni, ma arriverà. Le tasse sono una delle sicurezze della vita.
I ritardi
L’imposta destinata a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ha subito quest’anno qualche variazione, novità che incidono in primis sull’emissione dell’avviso di pagamento: le amministrazioni hanno infatti più tempo, fino al 31 luglio, per approvare regolamenti e tariffe. Il termine prima era fissato al 30 aprile.
Quella delle scadenze dei Comuni, però, non è l’unica novità: oltre a un nuovo portale nazionale, che ha necessitato un travaso di dati, debutta quest’anno un nuovo metodo di calcolo, lo schema tariffario Mtr-3, predisposto da Arera che ridefinisce i parametri per il triennio 2026-2029 il cui obiettivo è rendere il tributo più aderente ai costi sostenuti dai Comuni per la gestione del servizio.
Molte novità, quindi, che stanno incidendo sull’emissione degli avvisi. Alcuni Comuni, sapendo di avere ancora tempo, stanno aspettando a inviare gli avvisi, altri invece hanno spedito ugualmente, via posta o pec, gli F24 emettendo acconti basati sulle aliquote dell’anno scorso per poi calcolare i conguagli.
A Brescia
Facciamo un esempio: in città solitamente l’avviso veniva spedito in primavera per poi essere pagata in quattro rate ad aprile, luglio, settembre e dicembre o con un unico pagamento a luglio.
Quest’anno la scadenza è diversa: i termini ultimi per il pagamento sono fissati al 16 di luglio, settembre, ottobre e dicembre, per chi preferisce pagare a rate, o il 16 settembre per la rata unica.
La Tari nel 2026 aumenterà del 3% e il 55% del carico resterà sulle utenze non domestiche e il 45% sulle famiglie; in più nel conteggio, è bene ricordarlo, gli utenti troveranno anche il costo puntuale della raccolta porta a porta degli sfalci (1 euro per il bidone da 120 litri e 1,50 per quello da 240).
Allora facciamo due conti prendendo come «modello» una proprietà di 112 metri quadrati con giardino e tre residenti: l’anno scorso era stata emessa una Tari di 232 euro, quest’anno sarà di 259 con una decina di bidoni dello sfalcio consegnati durante il 2025.
Gli invii
La Loggia ha approvato la Tari 2026 il 29 maggio e, di conseguenza, sono stati elaborati gli avvisi di pagamento. L’invio degli avvisi tramite mail e pec, scrivono da via XX settembre, è iniziata tra giovedì e questo venerdì quando è iniziata anche «la consegna a Poste Italiane degli avvisi cartacei, per la successiva spedizione ai cittadini». Sempre ieri è disponibile «lo Sportello Tari digitale, raggiungibile all’indirizzo: sportellotari.comune.brescia.it. L’accesso avverrà tramite Spid o carta d’identità elettronica e consentirà ai cittadini di consultare gli avvisi di pagamento Tari». Il comunicato della Loggia continua: «Per i contribuenti che hanno richiesto l’addebito diretto tramite Sepa, i relativi file xml sono già stati caricati sul sito di Poste. L’informazione è riportata anche nell’avviso Tari 2026.
Per questi utenti, l’importo della prima rata sarà addebitato automaticamente sul conto indicato alla scadenza del 16 luglio 2026. Per i cittadini aventi diritto al bonus Tari, l’avviso 2026 riporta l’indicazione dell’agevolazione applicata e la relativa quantificazione economica.
Il bonus sociale
Ed eccoci all’ultimo capitolo della Tari. Molte famiglie potranno usufruire del bonus sociale per i rifiuti: nel 2019 fu approvato l’articolo 57-bis del Decreto-legge n. 124 e l’agevolazione divenne realtà con il Dpcm 24/2025. Si tratta di un taglio pari al 25% dell’importo dovuto, una riduzione non da poco, soprattutto per i nuclei familiari con risorse limitate.
La platea dei beneficiari, in sostanza, coincide con quella già destinataria dei bonus sociali per energia elettrica e gas: il sistema segue lo stesso schema utilizzato per le altre utenze domestiche agevolate. L’elemento determinante per accedere è l’Isee.
Sono previste due soglie: famiglie con fino a tre figli a carico con un Isee che non deve superare i 9.796 euro, e i nuclei con almeno quattro figli a carico per i quali il limite sale a 20mila euro. L’applicazione dello sconto avviene in modo automatico sull’utenza domestica intestata a uno dei componenti del nucleo indicato nel calcolo Isee. Non è necessario inoltrare una richiesta specifica: basta aver trasmesso la Dichiarazione sostitutiva unica.
Tocca poi all’Inps trasmettere le informazioni utili ai gestori del servizio rifiuti, consentendo l’attribuzione dell’agevolazione senza ulteriori adempimenti.




