La Tari aumenta del 3% e a Palazzo Loggia il confronto si sposta subito sul punto più sensibile: chi paga il conto? In commissione Bilancio ed ecologia è emerso che il 55% del carico resterà sulle utenze non domestiche e il 45% sulle famiglie. Per la maggioranza è una scelta fatta «per alleggerire i nuclei domestici», mentre per le opposizioni «è il segnale di un sistema che continua a pesare troppo su negozi, bar, ristoranti e attività produttive, mentre resta aperto il nodo della tariffa puntuale».
A inquadrare il provvedimento è stato l’assessore al Bilancio Marco Garza: «il Piano economico finanziario cresce dentro un sistema regolato da Arera e con margini limitati». In quegli spazi il Comune conferma la linea di «pesare meno sulle famiglie», anche con lo sconto del 25% per i nuclei con più di quattro componenti. Tra le novità c’è l’autocompostaggio: riduzione del 20% sulla quota variabile per le utenze domestiche e per la prima volta agevolazioni estese anche alle non domestiche.
La cornice politica è stata chiarita da Roberto Cammarata, presidente della commissione Ecologia, che ha sottolineato come «favorire le famiglie sia una scelta».
Lo scontro
Roberto Omodei, capogruppo Pd, ha difeso la stessa impostazione richiamando il principio del «tanto entra tanto esce» e sostenendo che «il termoutilizzatore garantisce già un vantaggio economico alla città». È proprio su questo punto che si è acceso lo scontro. Mattia Margaroli, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha contestato il peso sulle attività e il criterio dei metri quadrati, che a suo avviso «penalizza chi vive solo in case grandi».
Poi ha spostato il tiro sul sistema Brescia-A2A: «Perché il cittadino deve pagare la raccolta dei rifiuti che diventano energia e poi pagare anche la bolletta?». Margaroli ha chiesto anche se il Comune possa intervenire con contributi propri, alla luce dei dividendi di A2A e Aprica, e ha accusato l’Amministrazione di «essere in estremo ritardo sulla tariffa puntuale».
Massimiliano Battagliola, di Brescia Civica, ha insistito sulle categorie più esposte, a partire da bar, caffè e pasticcerie. Dal centrosinistra Fabio Capra ha ricordato che «in passato lo squilibrio a carico delle imprese era ben più marcato» e ha difeso l’attuale ripartizione.
Proposte e indirizzi
Luca Pomarici (Azione) ha chiesto alle opposizioni di indicare una proposta alternativa concreta: ridurre i servizi o aumentare il peso sulle famiglie? A invitare alla prudenza sulla tariffa puntuale ci ha pensato Diletta Scaglia (Pd), sostenendo che «potrebbe aiutare le utenze non domestiche, anche per il recupero dell’Iva, ma riservare sorprese alle famiglie».
Di diverso avviso Massimo Tacconi (Lega): «La tariffa puntuale deve restare la stella polare perché misurare il secco prodotto renderebbe il sistema più equo per nuclei piccoli e alcune attività».
A chiudere il cerchio è stata l’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi, ricordando come «un terzo dei costi resta fisso tra spazzamento, pulizia e centri di raccolta, e non calerebbe con la tariffazione puntuale» e annunciando che «dalle prossime bollette ogni utenza troverà un riscontro sui rifiuti prodotti». La commissione si è conclusa con la maggioranza favorevole e opposizioni astenute: il confronto finale sarà in Consiglio comunale.



