Tra amarezza e attenzione vigile, torna a far discutere la discarica di Gedit. Nei giorni scorsi Sos Terra Montichiari ha convocato un incontro pubblico a Vighizzolo per spiegare alla comunità le ragioni della riapertura dell’impianto e richiamare cittadini ed enti alla massima vigilanza.
Da una parte c’è l’amarezza di essere costretti ancora a guardare il lato positivo (arriveranno altri 155mila metri cubi di rifiuti, ma sarebbero inerti e il fattore di pressione non è in discussione); dall’altra la ferma la volontà degli ambientalisti di tenere alta l’attenzione, domandando agli enti preposti di fare lo stesso.
«Monitoreremo e chiediamo alla popolazione di segnalare eventuali odori. Inoltre domandiamo attenzione e controlli agli enti competenti»: sono queste le richieste di Sos Terra Montichiari, espresse durante l’incontro pubblico convocato a Vighizzolo per spiegare alla comunità come e perché la discarica di Gedit ha riaperto. Durante l’incontro sono stati messi a disposizione i moduli per segnalare eventuali disturbi olfattivi, non tanto per la tipologia di rifiuti, quanto perché la preoccupazione è che ri-toccando l’impianto possano generarsi odori e fenomeni di questo tipo.
La questione
Il presidente di Sos Terra, Gigi Rosa, ha ripercorso le tappe della vicenda, con il sindaco Marco Togni presente tra il pubblico. La discarica ha ottenuto dal Tar e dalla Provincia, a seguito di un ricorso, l’autorizzazione a ricevere ulteriori 155mila metri cubi di rifiuti, necessari a recuperare il volume originariamente previsto e non sfruttato a causa della copertura superficiale e degli infrastrati giornalieri. Secondo Sos Terra, si tratta di materiali inerti, ma la vigilanza resta prioritaria per evitare problemi ambientali.
La preoccupazione
Ad aprire la strada a tale sentenza risalente a febbraio pare essere stata una richiesta simile avanzata da un’altra discarica monteclarense, ossia Systema Ambiente. La sentenza del Tar era stata impugnata dalla Provincia, ma il Consiglio di Stato l’ha confermata nel 2024.
«L’arrivo di questi rifiuti non significa che la legge del fattore di pressione per la quale abbiamo lottato sia stata messa in discussione: questi rifiuti sono stati considerati compresi nella volumetria autorizzata in origine – ha detto Sos Terra –. Inoltre, in base agli atti, sarebbero inerti, ma noi chiediamo attenzione da parte degli enti preposti ai controlli, perché veniamo da un passato in cui abbiamo davvero patito le pene dell’inferno».
La politica
Anche Togni ha rimarcato la tenuta del fattore di pressione e la contrarietà della Provincia, con la quale, in un procedimento precedente, si era schierato anche il Comune.
Presente anche la minoranza, con i consiglieri Mario Fraccaro e Beatrice Morandi: Morandi si è detta «rincuorata» evidenziando «con ironia» che poteva andare peggio. Presenti anche altre associazioni ambientalistiche, fra cui Legambiente Montichiari e il Comitato cittadini Calcinato.
Quest’ultimo, per voce della presidente Daria Giacomelli, ha dimostrato come anche altre discariche, oltre a Gedit, stiano ottenendo il recupero dei volumi persi con sentenze-fotocopia: «Anche Haiki Mines, di Bedizzole, attraverso una sentenza del Tar risalente a febbraio, ha ottenuto di recuperare, con 200mila mc di rifiuti – ha detto –. Se sottraiamo il materiale delle coperture all’autorizzazione originaria, resta anche da chiedersi, però, chi calcola l’impatto ambientale dei camion che quel materiale lo hanno, nel tempo, portato sul posto, ad esempio…».



