«La discarica Gedit ha riaperto!». Ad annunciarlo, amareggiati e preoccupati, sono i volontari del Comitato Sos Terra che hanno organizzato un incontro informativo urgente per mercoledì 20 maggio, alle 20.45, al Centro parrocchiale di Vighizzolo. La volontà è aggiornare la comunità in base alle informazioni che, per il momento, si possiedono, dato che la popolazione, ambientalisti compresi, avrebbe iniziato a notare movimenti inattesi da lunedì 11 maggio. Inattesi perché si pensava che la Gedit spa avesse già esaurito il quantitativo di rifiuti autorizzato e che, quindi, avesse chiuso definitivamente da qualche anno, come era stato stabilito dalla Provincia. Nel frattempo, però, i procedimenti giudiziari sono andati avanti e a fronte di un'altra sentenza del Tar, risalente a febbraio, la Provincia ha autorizzato lo smaltimento di altri «155mila metri cubi di rifiuti non pericolosi per la regolarizzazione e riprofilazione della discarica e in sostituzione dello strato sommitale», come richiesto da Gedit stessa.
I dubbi
I residenti si chiedono come sia possibile considerato che esiste il fattore di pressione che impedisce l’arrivo di altri rifiuti a Montichiari? Ebbene, in base a quanto emerge dal documento della Provincia, questi ulteriori rifiuti, in realtà, non sono stati considerati aggiuntivi, bensì compresi nel volume totale autorizzato in origine, pari a 944mila metri cubi. Una sorta di recupero del minor volume utilizzato dalla ditta rispetto al totale autorizzato.
Secondo Gedit, infatti, una parte di questo spazio, nel corso della sua attività, non è stata effettivamente usata per i rifiuti perché 53mila metri cubi sono stati occupati da opere tecniche di separazione con l’ex cava Senini (ora discarica Ecoeternit) e 107mila metri cubi sono stati occupati da materiali inerti usati per coprire giornalmente i rifiuti. Quindi Gedit ha chiesto di recuperare 155mila metri cubi dei 160mila che le sarebbero dovuti, ciò anche alla luce di una sentenza del Tar del 2023 che riguardava una richiesta simile di Systema Ambiente (altra discarica monteclarense); sentenza, quest’ultima, impugnata dalla Provincia, ma confermata dal Consiglio di Stato nel 2024.
«Il recupero consiste nello smaltimento di 155.000 mc di rifiuti non pericolosi, di cui 25.000 posati in sostituzione dello strato drenante della copertura, ed i restanti 130.000 utilizzati per la regolarizzazione del corpo rifiuti», dice, in breve, il documento provinciale che ha autorizzato Gedit. Ciò comporterà l’innalzamento di 50 centimetri della discarica e la modifica delle pendenze. I conferimenti dovranno avvenire in 18 mesi e i rifiuti ammessi consistono in terre e rocce non pericolose e non contaminate, provenienti anche da operazioni di recupero di materiali o di bonifica dei terreni.



