C’è chi un collettivo lo ha già rimesso in piedi e chi sta cercando compagni con cui cominciare. Nelle scuole bresciane riprende l’organizzazione degli studenti, che oggi pomeriggio si sono ritrovati a Campo Marte per confrontarsi sui problemi degli istituti e preparare lo sciopero del 20 novembre. A promuovere l’assemblea è stata Onda studentesca, con l’intento di dare seguito alle mobilitazioni delle scorse settimane.
Obiettivi
«Al Leonardo ci siamo attivati dall’anno scorso» racconta Michele, del collettivo, che segnala nuovi gruppi in formazione anche all’Arnaldo, all’Olivieri e al Gambara. L’obiettivo è affrontare insieme le difficoltà comuni, lasciando alle singole realtà la scelta di come intervenire sulle questioni interne: chi frequenta un istituto, spiega, ne conosce le esigenze e sa come rapportarsi con la dirigenza. Tra le rivendicazioni dello sciopero ci saranno la sicurezza degli edifici, con criticità segnalate dai ragazzi anche al Leonardo, e la richiesta di maggiore ascolto da parte dei presidi.
Michele contesta quelli che definisce «presidi sceriffo» accusandoli di ostacolare la partecipazione senza considerare le ragioni delle proteste. A pesare è anche il carovita, che alimenta l’incertezza sul domani: «Siamo una generazione che oggi non vede un futuro». Una preoccupazione che si accompagna alla richiesta di avere spazi autonomi di discussione nelle scuole.
Le occupazioni
Durante l’incontro sono state richiamate le recenti occupazioni all’Olivieri, al Tartaglia e al Leonardo. Riappropriarsi degli ambienti scolastici, sostengono, serve anche a contrastare le limitazioni imposte alle loro attività. L’idea è costruire un movimento «dagli studenti per gli studenti» capace di proporre cambiamenti concreti.
Per questo a Campo Marte l’invito a intervenire è stato rivolto anche a chi non appartiene a un gruppo o è sceso in piazza per la prima volta, chiedendo quali ragioni lo abbiano spinto a esserci.



