La scelta di San Martino della Battaglia e l’esito positivo dell’analisi costi-benefici rappresentano un passaggio importante. Ma adesso bisogna trasformare il progetto della stazione Tav del Garda in un’opera concreta, trovando le risorse e fissando tempi certi. E il territorio deve presentarsi unito, superando i confini tra Lombardia, Veneto e Trentino.
È Mariastella Gelmini, presidente della Comunità del Garda, a intervenire dopo la risposta del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini alle interrogazioni dei senatori Adriano Paroli e Paola Mancini.
La scelta
«La conferma di San Martino della Battaglia come sede della futura stazione dell’Alta velocità e l’esito positivo dell’analisi costi-benefici rappresentano un passaggio importante per il futuro del Garda», sottolinea Gelmini.

La localizzazione indicata è a ovest del casello autostradale di Sirmione, lungo la linea ad alta velocità Brescia Est-Verona Ovest. Il progetto prevede anche l’interscambio con la linea ferroviaria storica attraverso una nuova fermata a San Martino della Battaglia.
«Il nostro – sottolinea la senatrice bresciana – è uno dei principali sistemi turistici ed economici del Paese, con milioni di presenze ogni anno, e ha bisogno di infrastrutture all’altezza del ruolo che svolge a livello nazionale e internazionale. La stazione Av renderà il Garda più accessibile e competitivo e farà compiere un passo decisivo verso una mobilità realmente integrata».

Per quanto riguarda l’iter, il progetto di fattibilità tecnica ed economica è stato completato e l’analisi costi-benefici ha dato esito positivo. Restano però da aggiornare i costi e, soprattutto, da reperire le coperture finanziarie. Solo allora potranno essere definite anche le tempistiche.
Fase decisiva
«Le indicazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini vanno nella direzione giusta e confermano l’attenzione del Governo verso il nostro territorio. Ora si apre la fase decisiva: individuare le risorse e definire tempi certi per la realizzazione dell’opera».
Ed è proprio sulla necessità di affrontare insieme questa fase che insiste Gelmini: «Su questa sfida il Garda deve parlare con una voce sola, superando i confini amministrativi tra Lombardia, Veneto e Trentino. È la visione che come Comunità del Garda sosteniamo da tempo: il Garda è un unico sistema territoriale e come tale deve essere considerato anche nelle grandi scelte infrastrutturali». La presidente ribadisce quindi la necessità di dare seguito ai passi compiuti finora: «Adesso occorre passare dalle decisioni ai fatti. Il Garda è una risorsa strategica per il Paese e merita infrastrutture all’altezza del suo valore e delle sue potenzialità».
L’iter
L’idea di una stazione dell’alta velocità al servizio del Garda, lo ricordiamo, ha ormai più di un decennio. Era gennaio 2015 quando la Giunta regionale lombarda, nell’esprimere il proprio parere favorevole sul progetto definitivo della Brescia-Verona, pose tra le condizioni la realizzazione di uno studio di fattibilità per una fermata ferroviaria sul Garda.
La richiesta prese forma negli anni successivi. Nel 2017 il Cipe, approvando il progetto della linea, affidò a Rfi il compito di predisporre lo studio di fattibilità. L’anno seguente Italferr e Rfi completarono lo studio, prendendo in esame quattro possibili localizzazioni. Tra queste emerse come soluzione più favorevole quella di San Martino della Battaglia, circa 1,8 chilometri a ovest del casello autostradale di Sirmione. Nel 2019 il dossier tornò al Cipe nell’ambito dell’approvazione del secondo lotto della Brescia-Verona, mentre negli anni successivi il progetto è stato rilanciato più volte anche in Regione. Tra i sostenitori la consigliera regionale Claudia Carzeri, che ha portato il tema in Consiglio con alcune mozioni, e Mauro Parolini, già assessore regionale allo Sviluppo economico e tra i promotori dello scalo.
Nel 2022 vennero indicati 35 milioni di euro per l’intervento. Da allora l’iter è proseguito fino al completamento del progetto di fattibilità tecnica ed economica e all’esito positivo dell’analisi costi-benefici. La localizzazione indicata, con la linea Brescia-Verona vicina a entrare nella fase operativa, resta quella emersa dai primi studi: San Martino della Battaglia. Nel frattempo, però, è cresciuto sensibilmente il costo previsto dell’opera: le stime più recenti superano i 200 milioni di euro.




