Nel giorno in cui l’Union Brescia si gioca l’accesso alle semifinale play off di serie C, il Comune di Brescia ha ottenuto una importante vittoria nelle aule della giustizia tributaria contro Massimo Cellino.
La Corte di giustizia tributaria, presieduta da Domenico Chiaro, ha infatti condannato l’ex patròn del Brescia calcio a corrispondere 784.078,35 compresi di oneri, interessi e spese di riscossione di Imu oltre a 7000 euro di spese processuali.
La contestazione
Nel settembre del 2024 la Loggia aveva contestato all’imprenditore sardo il mancato pagamento dell’imposta sugli immobili in riferimento all’utilizzo dello Stadio Rigamonti nel periodo 2019-2023 per un ammontare di 776.947 euro.
Nella sua richiesta a Cellino, il Comune fece riferimento a una legge che permette ai proprietari di immobili dati in gestione di chiedere che a pagare l’imposta municipale unica sia chi ne usufruisce.

«Trovo la situazione grottesca, c’è un limite a tutto», fu il commento dell’allora presidente del Brescia Massimo Cellino che si oppose ingaggiando una battaglia legale che ha avuto l’esito di una sconfitta.
Ai 784.078,35 euro riconosciuti per vie legali, si aggiungono i 176.526,07 euro di Imu che la Loggia ha parimenti richiesto a Cellino per il 2024 e che non sono stati in questo caso impugnati. Il totale a favore del Comune è dunque di 960.604,42 euro.




