Cronaca

Sonico, c’è l’ok per la posa del ponte Bailey sul torrente Rabbia

La Giunta regionale ha approvato il contributo straordinario da 350mila euro fondamentale per i 350 residenti di Rino, dal 20 agosto di fatto isolati dal paese
Giuliana Mossoni
La devastazione dell'alluvione del 20 agosto
La devastazione dell'alluvione del 20 agosto

Trecentocinquantamila euro per ricucire Rino con Sonico. La Giunta regionale ha approvato ieri pomeriggio il contributo straordinario destinato al Comune per la posa del ponte Bailey sul torrente Rabbia, al posto dell’attraversamento spazzato via dalla colata del 20 agosto. Un collegamento provvisorio, ma decisivo per i 350 abitanti della frazione, oggi costretti a raggiungere il capoluogo attraverso una viabilità secondaria di montagna più lunga e tortuosa. Il ponte dovrebbe restare in funzione per circa tre anni, fino alla costruzione dell’opera definitiva.

«Spero di finirlo tra metà e fine ottobre – spiega il sindaco Gian Battista Pasquini –, anche perché stiamo andando veloci, visto che i lavori procedono in somma urgenza. Oggi sono in programma i getti delle fondazioni e, non appena arriverà il decreto regionale, il Comune adotterà gli atti necessari. Stiamo facendo i conteggi di dettaglio per capire se riusciamo a stare nei 350mila euro».

Cosa prevede

Anche il progetto è stato rivisto. Inizialmente si pensava a una struttura di 48 metri sostenuta da micropali, ma nel sottosuolo corrono i sottoservizi, di conseguenza la scelta è stata per una platea di sostegno, allungando il Bailey a 51 metri. La portata prevista sarà però limitata: circa 50 quintali, con sistemi di sicurezza e celle di carico per controllare i pesi dei mezzi in transito. La Regione considera l’intervento prioritario, anche perché il ponte servirà alle operazioni di svaso del Rabbia e della confluenza con l’Oglio.

«I residenti di Rino non possono aspettare – è il commento del consigliere regionale camuno Davide Caparini –, quando c’è un’emergenza in montagna si deve intervenire».

Fasi successive

Ma il Bailey è solo il primo passo del post emergenza. Pasquini guarda già alla «priorità 2», ovvero liberare il fondo del torrente dal materiale accumulato e affrontare la ricostruzione definitiva, visto che i mesi di settembre e ottobre, fino a metà novembre, sono ancora delicati per le colate.

Resta alta l’attenzione anche sulla statale, dove l’Anas ha attivato un semaforo collegato con il sistema di allerta dalle pendici della montagna. In caso di frana, scatterà il semaforo rosso, per impedire alle auto di transitare sul tratto di 42 interessato dall’arrivo dei detriti. L’obiettivo è però quello di posare anche una barriera automatica per fermare il traffico in caso di nuova colata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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