Sae Valsabbia ha chiuso il 2025 con un bilancio positivo che conferma la crescita della società partecipata dalla Comunità montana e da 28 Comuni. I numeri raccontano un’attività sempre più estesa: oltre 43 mila tonnellate di rifiuti gestite, quasi 5,9 milioni di kWh prodotti dagli impianti fotovoltaici, più di 2.000 studenti coinvolti in progetti di educazione ambientale e una raccolta differenziata che supera l’80%, mentre un’indagine affidata a professionisti del settore ha rilevato un livello di soddisfazione degli utenti vicino al 100%.
I conti
Tra le principali novità figura la nascita della Comunità energetica rinnovabile Valsabbia, promossa dalla Comunità montana insieme ad alcuni Comuni del territorio. «Presentiamo un bilancio in ordine che mette al primo posto cittadini e conti, con grande attenzione a contenere le tariffe, pur in presenza di costi che non dipendono dalla società – spiega il presidente della Comunità montana Giovanmaria Flocchini –. La condivisione con tutti i sindaci è fondamentale, ma anche i cittadini possono fare la loro parte: ogni chilogrammo di rifiuto riciclato correttamente significa risparmio e maggiore tutela dell’ambiente».
Sul fronte economico Sae ha registrato ricavi per quasi 13 milioni di euro, un utile netto di 566.841 euro destinato interamente a futuri investimenti e un patrimonio netto di 6,51 milioni.
L’amministratore unico Valter Paoli ricorda l’evoluzione della società, nata nel 2014 per gestire il grande impianto fotovoltaico pubblico di Gavardo e poi cresciuta fino a occuparsi di raccolta rifiuti, gestione del calore e servizi energetici: «Il nostro obiettivo non è fare utili ma offrire servizi ai Comuni contenendo i costi. La comunità energetica rappresenta una buona pratica e Sae vuole diventare sempre più la cassetta degli attrezzi a disposizione delle amministrazioni».
Ambiente
Nel 2025 sono diminuite di circa 1.200 tonnellate le quantità di rifiuto indifferenziato: «Ora possiamo utilizzare i dati per migliorare ancora la raccolta e ridurre ulteriormente ciò che finisce al termovalorizzatore – osserva il direttore tecnico Simone Ronchi –. La Comunità energetica apre una fase nuova: non basta installare impianti, occorre coordinare produzione e condivisione dell’energia perché i benefici rimangano sul territorio».
Sae ha inoltre confermato le certificazioni di qualità, ambiente e sicurezza e continua a investire nella formazione, coinvolgendo scuole e cittadini in un percorso di crescita condiviso.



