La sicurezza come diritto e come responsabilità nazionale. È questo il leitmotiv che ricorre tra i parlamentari bresciani dopo la proposta di Anci di istituire un fondo unico nazionale e la decisione di avviare il percorso per il patto nazionale sulla sicurezza delle città. E le priorità ribadite nell’ultima consulta dell’associazione nazionale dei Comuni italiani – rafforzamento degli organici della polizia locale e delle forze dell’ordine, maggiore presenza sul territorio, videosorveglianza – trovano consensi nelle posizioni della politica nazionale, da destra a sinistra. E vengono calate anche nella realtà bresciana.
Reazioni
«Da sempre FdI sostiene che la sicurezza urbana sia un obiettivo da porre al primo posto nell’agenda di ogni amministrazione locale – spiegano Gianpietro Maffoni e Giangiacomo Calovini –. Il governo Meloni si è già impegnato nel potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine, con 35.206 nuove assunzioni nell’ultimo triennio. Uno sforzo notevole, se si considera che il punto di partenza era un deficit di oltre 10mila unità. Le proposte di Anci, se finalizzate al potenziamento degli organici delle forze dell’ordine vanno nella direzione giusta, strada già intrapresa da questo governo e rispetto alla quale Fratelli d’Italia intende investire risorse sempre maggiori».




