Cronaca

Sicurezza, da Brescia pressing bipartisan sul Governo per avere più fondi

I parlamentari bresciani, con qualche distinguo, plaudono alla richiesta dell’associazione nazionale Comuni italiani
Forze dell'ordine in Stazione a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Forze dell'ordine in Stazione a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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La sicurezza come diritto e come responsabilità nazionale. È questo il leitmotiv che ricorre tra i parlamentari bresciani dopo la proposta di Anci di istituire un fondo unico nazionale e la decisione di avviare il percorso per il patto nazionale sulla sicurezza delle città. E le priorità ribadite nell’ultima consulta dell’associazione nazionale dei Comuni italiani – rafforzamento degli organici della polizia locale e delle forze dell’ordine, maggiore presenza sul territorio, videosorveglianza – trovano consensi nelle posizioni della politica nazionale, da destra a sinistra. E vengono calate anche nella realtà bresciana.

Reazioni

«Da sempre FdI sostiene che la sicurezza urbana sia un obiettivo da porre al primo posto nell’agenda di ogni amministrazione locale – spiegano Gianpietro Maffoni e Giangiacomo Calovini –. Il governo Meloni si è già impegnato nel potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine, con 35.206 nuove assunzioni nell’ultimo triennio. Uno sforzo notevole, se si considera che il punto di partenza era un deficit di oltre 10mila unità. Le proposte di Anci, se finalizzate al potenziamento degli organici delle forze dell’ordine vanno nella direzione giusta, strada già intrapresa da questo governo e rispetto alla quale Fratelli d’Italia intende investire risorse sempre maggiori».

Sempre tra i banchi della maggioranza, anche Simona Bordonali (Lega) fonde gli obiettivi del governo con le proposte di Anci: «È in questo quadro che si colloca il disegno di legge sulla sicurezza, attualmente in fase di approvazione e di imminente esame in Consiglio dei Ministri. Il provvedimento prevede tra l’altro risorse per la videosorveglianza urbana, come richiesto da Anci, interventi per la rigenerazione urbana e il contrasto al degrado, nonché la possibilità di utilizzare in modo più efficace le risorse locali, come la tassa di soggiorno, per il potenziamento dei servizi di sicurezza sul territorio. Un’attenzione particolare è dedicata alla Polizia locale, una riforma che seguo da tempo. È previsto anche il potenziamento degli strumenti operativi, inclusa la possibilità di accesso al Ced interforze e alle banche dati della motorizzazione, in linea con le richieste di Anci».

Controlli della Polizia locale di Brescia
Controlli della Polizia locale di Brescia

Il forzista Adriano Paroli riflette invece sulle specificità dei singoli Comuni italiani, «tali per cui anche le esigenze sono diverse tra città metropolitane, capoluoghi come Brescia e piccoli paesi. Credo che ci sia più bisogno di volontà che di uomini, auspicando una collaborazione tra Polizia locale, Carabinieri e Polizia di Stato affinché ci sia un coordinamento più stretto. Nel Basso Garda, inoltre, abbiamo positive esperienze di Polizie locali condivise tra diversi Comuni che così riescono a coprire territori più ampi».

L’opposizione

Ma anche nel centrosinistra «il tema della sicurezza è di fondamentale importanza». Lo conferma il dem Gianantonio Girelli, che rimarca come sia «indispensabile dare una risposta al crescere di episodi di microcriminalità, oltre che di efferata violenza, che incidono in modo pesante sulla percezione di paura delle persone. Per farlo il patto nazionale promosso da Anci è di fondamentale importanza. Oltre al potenziamento, è necessario anche un investimento in tecnologia e coordinamento di informazioni e dati, elementi essenziale per una efficace prevenzione al crimine. Senza dimenticare gli interventi di natura sociale verso quelle realtà particolarmente complesse dove spesso trovano origine episodi di violenza. Brescia ha dato una risposta che va sostenuta e potenziata e non a caso e protagonista dell’iniziativa promosso da Anci. Per il Pd questo deve diventare un punto fermo di richiesta e di proposta».

Anche per Fabrizio Benzoni (Azione), «il Patto proposto da Anci è un segnale importante perché rimette il tema nel suo perimetro corretto: la sicurezza è un diritto dei cittadini e una responsabilità nazionale», ma precisa che «ora tocca al Governo dimostrare la stessa lucidità dei sindaci, passando dagli annunci alle scelte concrete».

E poi rimarca: «I sindaci riconoscono anche un’altra verità fondamentale: la sicurezza non può continuare a essere scaricata sui Comuni: le Amministrazioni locali fanno la loro parte ogni giorno, spesso in condizioni difficili, ma non hanno né gli strumenti né le competenze per sostituirsi allo Stato. A Brescia, come in molte città, la domanda di sicurezza riguarda la vita quotidiana dei quartieri e la qualità dello spazio pubblico. Non servono slogan né approcci ideologici: servono più presenza dello Stato, organici adeguati delle forze dell’ordine, risorse strutturali e un coordinamento vero tra livelli istituzionali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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