Cronaca

Sicurezza nel Bresciano, tra controllo di vicinato e nuove telecamere

La Prefettura di Brescia punta su un modello che mette insieme partecipazione dei cittadini, collaborazione con le Amministrazioni locali e utilizzo di nuove tecnologie a supporto delle Forze dell'ordine
Videocamere di sorveglianza a Salò - © www.giornaledibrescia.it
Videocamere di sorveglianza a Salò - © www.giornaledibrescia.it

Si rafforzano le strategie per la sicurezza urbana in provincia di Brescia, con un doppio fronte di intervento: da una parte cresce la rete del controllo di vicinato, dall'altra nove Comuni hanno già presentato domanda per accedere ai finanziamenti statali destinati alla videosorveglianza. La Prefettura di Brescia punta così su un modello che mette insieme partecipazione dei cittadini, collaborazione con le amministrazioni locali e utilizzo di nuove tecnologie a supporto delle Forze dell'ordine.

Sul fronte della sicurezza partecipata, sono ormai 28 i Comuni della provincia, oltre al capoluogo, che hanno sottoscritto il Protocollo d'intesa promosso dalla Prefettura per il controllo di vicinato. L'obiettivo è favorire un coinvolgimento attivo dei residenti nelle politiche di sicurezza urbana e rafforzare la collaborazione tra comunità locali, Comuni e Forze di polizia.

Il sistema non prevede pattugliamenti né forme di vigilanza privata. I cittadini sono invece chiamati a osservare con attenzione ciò che avviene nelle aree in cui vivono e a segnalare situazioni anomale o comportamenti sospetti attraverso una struttura organizzata. Vengono costituiti gruppi di residenti coordinati da referenti individuati dai Comuni: le informazioni vengono trasmesse al responsabile comunale del progetto, generalmente individuato nel comandante della Polizia locale, che valuta le segnalazioni e, quando necessario, le inoltra alle Forze di polizia. Per le situazioni che richiedono un intervento immediato resta invece necessario contattare direttamente il Numero unico di emergenza 112.

Il controllo di vicinato punta anche a rafforzare i rapporti tra residenti, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili, alla cura degli spazi comuni e all'individuazione tempestiva di condizioni che possano favorire fenomeni criminosi o situazioni di disagio sociale. Il prefetto di Brescia, Andrea Polichetti, ha sottolineato come questo modello rappresenti uno strumento di sicurezza partecipata capace di valorizzare il contributo responsabile dei cittadini, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno.

Tecnologia

Accanto alla partecipazione dei cittadini, cresce anche l'attenzione verso gli strumenti tecnologici. Sono infatti nove i Comuni bresciani che hanno già presentato domanda per ottenere i finanziamenti statali destinati alla realizzazione e al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Il provvedimento nazionale mette a disposizione complessivamente 19 milioni di euro per interventi legati alla sicurezza urbana.

Oltre a Brescia, hanno presentato la propria candidatura Bedizzole, Calcinato, Montichiari, Orzinuovi, Pompiano, Sale Marasino, Travagliato e Trenzano. Le amministrazioni hanno aderito all'iniziativa nell'ambito dei Patti per l'attuazione della sicurezza urbana, attraverso i quali gli enti locali possono concorrere all'assegnazione dei contributi statali.

Secondo la Prefettura, i sistemi di videosorveglianza rappresentano un supporto importante sia per le attività di prevenzione sia per quelle investigative delle Forze di polizia e delle Polizie locali, consentendo di incrementare la capacità di controllo del territorio attraverso tecnologie sempre più avanzate. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 24 agosto. Fino a quella data la Prefettura continuerà a fornire assistenza alle amministrazioni interessate alla misura.

Due strumenti diversi, dunque, ma inseriti nella stessa strategia: da una parte una rete di cittadini chiamati a collaborare in modo responsabile con le istituzioni, dall'altra sistemi tecnologici capaci di rafforzare il monitoraggio del territorio. Un modello di sicurezza che, nelle intenzioni della Prefettura, punta a integrare prevenzione, partecipazione e controllo, mantenendo centrale il ruolo delle Forze dell'ordine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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