Cronaca

Siccità, il Garda regge meglio degli altri grandi laghi prealpini

Il livello del bacino è di circa 73 centimetri sopra lo zero idrometrico: anche se è in lento e costante calo da settimane, la soglia di allerta resta ancora lontana
Simone Bottura
Una veduta del lago di Garda - © www.giornaledibrescia.it
Una veduta del lago di Garda - © www.giornaledibrescia.it

Tra i grandi laghi prealpini, il Garda è quello che sta reggendo meglio il perdurare della siccità. Merito di una gestione concertata che media tra le esigenze degli utilizzatori di valle, gli agricoltori che necessitano di acqua per irrigare le coltivazioni della pianura mantovana, e quelle del bacino, che deve mantenere il livello sopra una certa quota per garantire gli usi idropotabili e turistici della risorsa idrica, senza dimenticare la priorità ambientale e la tutela dell'ittiofauna.

I dati

Oggi il livello del Garda è di circa 73 centimetri sopra lo zero idrometrico (ci sono stati anni peggiori: per fare un confronto, il 28 luglio era a 36 cm nel 2022, 54 nel 2017, 22 nel 2007, 40 nel 2006, 24 nel 2005 e 35 nel 2003). Il livello è in lento ma costante calo da settimane, tuttavia la soglia di allerta è ancora lontana: solo sotto i 30 centimetri potrebbero verificarsi problemi di pescaggio per gli acquedotti che attingono dal lago e sarebbe necessario sospendere le corse degli aliscafi del trasporto pubblico.

La situazione resta decisamente meno preoccupante rispetto agli altri grandi laghi. Oggi il livello di riempimento del Garda è al 55,7%, contro il 6% del lago Maggiore, il 6,5% del lago di Como e il 12,1% del lago d'Iseo. È vero che l'estate è ancora lunga e, in assenza di piogge, il livello continuerà a scendere.

La diga di Salionze che regola il deflusso del lago
La diga di Salionze che regola il deflusso del lago

Le riserve d’acqua

Tuttavia, la riserva idrica conservata grazie alle recenti e puntuali riduzioni del deflusso, rese possibili anche dai temporali che hanno interessato alcune aree agricole, consente di guardare ad agosto senza eccessive preoccupazioni. Tanto che il Garda può permettersi, dopo le chiusure delle scorse settimane, di aprire di nuovo i rubinetti per irrigare i campi: da lunedì 27 il deflusso è stato aumentato da 48 a 65 metri cubi al secondo per soddisfare le esigenze irrigue, a fronte di un afflusso di circa 17 mc/s. Si tratta di manovre che possono essere decise ed effettuate rapidamente, anche grazie agli interventi di manutenzione straordinaria realizzati nei mesi scorsi sul sistema integrato di regolazione Garda-Mincio, grazie a un finanziamento Pnrr da 20 milioni di euro.

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