L’abbiamo scritto pochi giorni fa: secondo la Cgil nel Bresciano mancano 200 autisti per il trasporto pubblico locale. È solo l’ultimo allarme lanciato dalle associazioni di categoria e dalle società che gestiscono il servizio tra città e provincia. Un problema che si cerca di arginare da molto tempo, senza che sia stata ancora trovata una soluzione strutturale
Le soluzioni
Al lungo elenco dei possibili rimedi si aggiunge ora un accordo firmato dalla Provincia di Brescia, dall’Agenzia del Tpl e da sette istituti scolastici dell’Ambito territoriale 10, quello della Bassa bresciana. Nelle scuole coinvolte – il Capirola di Leno, il Pascal Manerbio, il Don Milani di Montichiari, il Cossali di Orzinuovi e l’Istituto Omnicomprensivo, l’Afgp Bonsignori e il Liceo Bonsignori di Remedello – dal prossimo anno scolastico più di 9mila studenti svolgeranno le lezioni dal lunedì al venerdì, e il sabato staranno a casa. Una scelta che permetterà di riorganizzare le corse degli autobus e utilizzare meglio il personale a disposizione. E della riorganizzazione del trasporto potranno beneficiare anche gli studenti del Dandolo di Bargnano di Corzano, dove la settimana corta è stata introdotta già da alcuni anni.
Non si tratta semplicemente di eliminare i collegamenti del sabato, ma di distribuire diversamente i servizi durante la settimana, riducendo i picchi di domanda legati agli orari scolastici e potenziando, dove possibile, le corse pomeridiane. Una necessità particolarmente sentita in un territorio dove la carenza di conducenti continua a mettere in difficoltà il trasporto pubblico.
L’operazione comporterà naturalmente una modifica degli orari scolastici (nessuno uscirà comunque dopo le 15), ma il cambiamento è stato preparato attraverso un lungo percorso di confronto, nell’ambito dell’Hub della Conoscenza, che ha coinvolto tutti gli attori interessati. «Non presentiamo semplicemente una modifica degli orari scolastici e una riorganizzazione delle corse, ma un modo diverso di programmare i servizi del territorio», ha sottolineato il presidente della Provincia Emanuele Moraschini. Il vicepresidente della Provincia Fabio Rolfi, delegato al Trasporto pubblico, ha invece insistito sulla necessità di rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse disponibili, anche alla luce delle difficoltà nel reclutamento del personale.
Il protocollo firmato avrà una validità minima fino all’anno scolastico 2029/2030. La Provincia svolgerà un ruolo di coordinamento, mentre l’Agenzia del Tpl lavorerà all’adeguamento dei servizi e gli istituti scolastici si occuperanno della riorganizzazione delle attività didattiche. Il presidente dell’Agenzia Tpl, Giancarlo Gentilini, ha sottolineato in particolare che la nuova organizzazione consentirà di alleggerire alcuni picchi di servizio, spostando parte delle risorse verso le fasce pomeridiane. Con un vantaggio che non riguarderà soltanto gli studenti: «Avere delle corse in più nel pomeriggio significa dare un servizio a tutti cittadini».
Gestione
Ma c’è un’altra questione da tenere in considerazione. Con l’attività scolastica concentrata in cinque giorni, gli edifici potranno essere gestiti in maniera più razionale dal Broletto. E questo potrebbe comportare una riduzione dei costi, a partire da quelli energetici e di riscaldamento. Un aspetto sottolineato dal consigliere provinciale delegato all’Istruzione, Agostino Damiolini: «La riorganizzazione dovrà innanzitutto garantire che la qualità dell’offerta formativa non venga meno». Il Broletto ha già fatto sapere che valuterà la possibilità di destinare gli eventuali risparmi a interventi di manutenzione negli istituti della Bassa bresciana coinvolti nell’accordo.
A fare la differenza è il lavoro di coordinamento fra soggetti che, fino a oggi, avevano affrontato separatamente le rispettive esigenze. Per Giuliano Noci, direttore dell’Hub della Conoscenza, il risultato dimostra come la condivisione dei dati possa migliorare la programmazione dei servizi pubblici. Un metodo che potrebbe diventare un riferimento anche per altri territori. Un concetto ripreso da Fabio Tambani (referente relazioni di Cassa Padana e partner del progetto), che ha parlato di un «risultato storico», frutto di un percorso di confronto tra istituzioni, scuole, amministratori e operatori del trasporto.
A Remedello
C’è solo un piccolo nodo da sciogliere su Remedello. Per i tre istituti del paese è previsto un ulteriore approfondimento perché una parte significativa degli studenti proviene dalle province di Cremona e Mantova e utilizza collegamenti che non dipendono dal Tpl bresciano. Il 12 novembre si terrà un incontro interprovinciale tra Brescia e Mantova per affrontare le criticità ancora aperte. Al centro ci saranno in particolare i collegamenti tra Montichiari e Castiglione delle Stiviere e quelli che interessano Remedello e Asola.
Un problema, quello dei collegamenti nella Bassa, che si trascina da decenni. A ricordarlo è Angelo Baronio, condirettore dell’Hub della Conoscenza, che ha ripercorso le difficoltà incontrate negli ultimi cinquant’anni, fin dalla nascita degli istituti scolastici decentrati
L'obiettivo è verificare se una diversa organizzazione degli orari scolastici possa rendere più efficiente l'utilizzo di mezzi e personale, migliorando al tempo stesso i collegamenti per studenti e cittadini. Un modello che, se funzionerà, potrebbe essere esteso anche ad altri ambiti della provincia.




