Momenti di tensione in piazza Paolo VI al termine del corteo di protesta contro il caro vita che nel pomeriggio ha attraversato le principali vie di Brescia. Nelle fasi conclusive della manifestazione si sono registrati lanci di oggetti da parte di alcuni manifestanti e l'utilizzo di lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine. Episodi che hanno segnato la conclusione di una mobilitazione alla quale hanno partecipato alcune migliaia di persone, scese in strada per chiedere risposte immediate alle difficoltà economiche e sociali.
Il corteo era partito da largo Formentone. La manifestazione, promossa con il nome di «Italia in piazza», è nata al di fuori delle organizzazioni partitiche tradizionali e si è sviluppata soprattutto attraverso il passaparola sui social network.
Numerosi gli striscioni, i cartelli e gli slogan portati lungo il percorso, alcuni dei quali apertamente critici nei confronti del governo Meloni. Al centro delle rivendicazioni, in particolare, la richiesta di misure urgenti per difendere il potere d'acquisto delle famiglie, tutelare i salari e contrastare l'aumento del costo della vita. Un insieme di richieste rivolte alle istituzioni competenti, chiamate dai partecipanti a intervenire ciascuna per il proprio ambito di responsabilità, con provvedimenti concreti e risultati tangibili.
La mobilitazione bresciana si inserisce in un clima di crescente protesta a livello nazionale, segnato nelle ultime settimane da cortei di massa, occupazioni nelle scuole e blocchi degli autotrasportatori nel Sud Italia. Altre iniziative sono annunciate nei prossimi giorni, fino allo sciopero previsto per il 30 ottobre.
La sindaca
«Quanto accaduto oggi in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta. Il lancio di sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro le forze dell’ordine è inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Esprimo la mia vicinanza agli agenti impegnati nella gestione della piazza e ai lavoratori e alle lavoratrici dei locali che si sono trovati loro malgrado coinvolti. Sono sollevata dal fatto che, secondo le prime informazioni, non si siano registrati feriti- ha detto la sindaca Laura Castelletti –. Quello di Brescia, purtroppo, non è un caso isolato. In diverse città italiane stiamo assistendo a una dinamica simile, con manifestazioni molto partecipate che a un certo punto degenerano per l’azione di gruppi ristretti. Non sappiamo quali siano le intenzioni di chi provoca queste situazioni, ma il ripetersi di episodi così simili merita una riflessione seria, anche perché a pagarne le conseguenze sono soprattutto le persone che scendono in piazza pacificamente.
Oggi a Brescia c’erano migliaia di manifestanti, che avevano il diritto di essere lì perché autorizzati dalla Questura, moltissimi erano giovani e chiedevano attenzione su questioni concrete: il costo della vita, le difficoltà economiche delle famiglie, la possibilità di costruirsi un futuro. Temi sui quali la politica è chiamata a confrontarsi e a dare risposte. E invece il rischio è che di questa giornata rimangano soltanto le immagini delle tensioni, mentre tutto il resto passa in secondo piano.
Brescia ha una lunga tradizione di partecipazione civile e di mobilitazioni, anche aspre. Non possiamo permettere che questa libertà venga compromessa da chi approfitta di una manifestazione per compiere atti di violenza. Allo stesso tempo non possiamo accettare che episodi come quello di oggi diventino la misura con cui giudicare ogni forma di protesta».



