Le segnalazioni dei vicini, da mesi, si susseguivano con cadenza quotidiana. Così come gli interventi delle forze di polizia. Schiamazzi, rifiuti abbandonati, degrado, piccoli furti, e il via vai continuo di soggetti, poi identificati, come pregiudicati o destinatari di ordini di allontanamento. Solo da gennaio a giugno, e solo la Polizia Locale cittadina, in quell’appartamento di proprietà comunale e gestito da Aler in via Tanasco, è intervenuta una ventina di volta, denunciando persone che lo occupavano senza titolo o recuperando biciclette e moto rubate o scoprendo una serie di altri piccoli e grandi gesti di inciviltà e degrado. A meno di tre mesi dall’avvio della procedura l’assegnazione.
Già a metà luglio la Polizia Locale aveva inviato all’Aler una dettagliata relazione sulla situazione riscontrata nei diversi accessi all’appartamento, che si trova nel quartiere San Bartolomeo, chiedendo la decadenza dell’assegnazione all’inquilina, una donna bresciana di 49 anni, date le numerose violazioni ai regolamenti riscontrate e il fatto che l’appartamento stesso e le persone che abusivamente lo frequentano rappresentano hanno creato situazioni per le quali, come prevede la norma, sussistono «gravi motivi di ordine pubblico e di tutela della sicurezza dei residenti».
La relazione
Gli episodi finiti a verbale sono però solo una piccola parte di quelli che i residenti hanno segnalato negli esposti inviati agli uffici o raccontato a chi li abbia incontrati. Oltre alle urla e agli schiamazzi, e alle minacce nei confronti di chi provava a chiedere il rispetto delle regole, ci sono anche episodi che arricchiscono ulteriormente la casistica e rendono una fotografia chiara di quanto è accaduto per mesi.
Nell’appartamento, in cui stazionavano abusivamente fino a 10 persone, sono spesso scoppiate liti, finite con l’allontanamento di qualcuno degli ospito che, non avendo altro posto dove andare, si installava nei giardini, usando piante e cespugli come toilette. Quando poi qualcuno degli abusivi aveva bisogno di abiti puliti, si serviva direttamente dagli stendini degli altri condomini, abbandonandovi accanto i propri vestiti sudici. Non è andata meglio ai cani, aizzati contro chi si lamentava oppure lasciati per ore al caldo.
Uno spaccato di tossicodipendenza e degrado in cui, spiega un vicino in un post sulla pagina Brescia che non vorrei, lo sgombero di quell'appartamento è solo uno dei passaggi necessari, «tutti vorremmo che quei ragazzi avessero un tetto sopra la testa e non dormissero per la strada» e che soprattutto «si possa risolvere anche la parte più difficile del problema».




