Bettoncelli: «La Sanità ha bisogno di nuovi modelli»

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia: «Siamo aperti al confronto». Cerimonia di giuramento per i 254 giovani neolaureati
Alcuni dei nuovi iscritti all'Ordine dei Medici - © www.giornaledibrescia.it
Alcuni dei nuovi iscritti all'Ordine dei Medici - © www.giornaledibrescia.it
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Rispondere ai bisogni di salute di una società in continuo cambiamento, senza perdere di vista il valore dell’empatia nel rapporto con il paziente. È questa la sfida che oggi attende i medici, chiamati a coniugare competenze sempre più avanzate e attenzione alla persona.

A sottolinearlo è stato il presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia, Germano Bettoncelli. Il suo intervento, pronunciato ieri durante l’assemblea annuale nell’aula magna di Medicina, ha richiamato l’attenzione dei nuovi iscritti (254 giovani medici e odontoiatri, dei quali era presente circa la metà) sulle luci e le ombre del Servizio sanitario nazionale.

Ssn in crisi

«L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo grazie anche al Ssn. Ma oggi sei milioni di persone rinunciano alle cure, tra difficoltà economiche e tempi d’attesa – ha detto Bettoncelli –. Nel frattempo cresce l’offerta di servizi privati, profit e non profit, che suppliscono alle carenze del pubblico. Si stanno, quindi, erodendo i pilastri del sistema: equità, sussidiarietà, appropriatezza, servizio pubblico e prestazioni integrative. Non possiamo assistere passivamente a questo lento naufragio del Ssn».

Da qui la necessità, ribadita dal presidente, di «aprire un confronto su nuovi modelli di governo della Sanità, pensati in chiave umanistica e capaci di valorizzare le risorse della società». Un percorso nel quale l’Ordine è pronto a fare la propria parte, coinvolgendo anche le Amministrazioni comunali e le tante associazioni di volontariato.

Altri nodi

L’Ordine conta 8.659 iscritti: vi fanno parte i medici (dai neolaureati agli specializzandi, dai medici di famiglia agli specialisti ospedalieri, ai colleghi che lavorano nelle strutture riabilitative e nelle Case di riposo) e gli odontoiatri, che sono 1.338. In rappresentanza di questi ultimi è intervenuto il presidente della Commissione Albo Odontoiatri Gianmario Fusardi, elencando le questioni aperte che si stanno affrontando.

Germano Bettoncelli - © www.giornaledibrescia.it
Germano Bettoncelli - © www.giornaledibrescia.it

Come la pubblicità («Quando le sanzioni verranno estese anche alle strutture e non solo ai singoli iscritti?), il turismo sanitario «che vede coinvolti 3-4mila bresciani all’anno, sfugge al controllo ordinistico e manipola l’utenza utilizzando la leva pubblicitaria in modo improprio». E ancora: l’equo compenso («La norma c’è, ma è limitata a certi rapporti») e la riforma dell’accesso al corso di laurea. I nuovi iscritti all’Ordine, dicevamo, sono 254.

Più donne

Si conferma la prevalenza delle donne: le dottoresse sono 157 (61,8%). Questa tendenza in atto ha portato a raggiungere una sostanziale parità di genere tra gli iscritti all’Ordine di tutte le età (considerando solo l’Albo Medici), con 3.987 maschi (51,3%) e 3.797 femmine (48,7%). Anche fra gli iscritti all’Albo Odontoiatri dai 50 anni in giù l’evoluzione sta portando verso il riequilibrio di genere.

Tra i giovani che si approcciano alla professione abbiamo incontrato Saman Ghorbani, 32enne nato in Iran e laureato in Odontoiatria, e Lorenzo Grillo, 25enne che ha scelto di specializzarsi in Rianimazione: «Persone illuminate, come il prof. Nicola Latronico e il dottor Matteo Filippini, relatore e correlatore della mia tesi, mi hanno aiutato a trovare la strada. Ora lavoro al Pronto soccorso di Manerbio. Non è facile: la responsabilità non mi faceva dormire la notte. Ma mi piace tantissimo: è un ambito con uno sguardo complessivo, questo è molto stimolante».

In UniBs l'incontro per accogliere i giovani e premiare gli iscritti storici - © www.giornaledibrescia.it
In UniBs l'incontro per accogliere i giovani e premiare gli iscritti storici - © www.giornaledibrescia.it

Il fatto che l’assemblea sia stata convocata a Medicina ha un valore simbolico: segna il passaggio di questi giovani dall’Università al lavoro. Presente il rettore, prof. Francesco Castelli, che ha guardato al futuro riferendo come sta cambiando la formazione: «Andiamo verso un nuovo modo di insegnare, in linea con la complessità del fare il medico: dal ’27 verrà modificato l’ordinamento didattico di Medicina con un piano di studi, che introdurrà un modello "verticale" affinché ogni problema possa essere affrontato in maniera integrata da tutti gli specialisti coinvolti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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