Cronaca

Roccafranca, il gioco fatale dopo una serata tra ex compagni di scuola

Pio Domenico Fazzolari, che avrebbe compiuto 23 anni a luglio, è morto cadendo dall’auto di un amico, ora indagato per omicidio stradale, che era anche collega di lavoro
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Pio Domenico Fazzolari è morto a Roccafranca - © www.giornaledibrescia.it
Pio Domenico Fazzolari è morto a Roccafranca - © www.giornaledibrescia.it

Quando ti ritrovi con gli amici di scuola è normale tornare un po’ ragazzini. Ed è quello che probabilmente è accaduto ieri sera, lunedì 1° giugno, in via Michelangelo a Roccafranca, fuori dalla casa di Pio Domenico Fazzolari, il 22enne  – avrebbe compiuto i 23 anni il 30 luglio – morto in seguito a quello che gli inquirenti hanno inquadrato come un gioco finito male. Una ragazzata degenerata in un istante in una tragedia senza senso.

La serata

Ieri sera i quattro ragazzi, tutti del 2003 e amici fin dai tempi del Cossali, si erano ritrovati per trascorrere una serata insieme. Si erano dati appuntamento proprio in via Michelangelo, dove uno degli amici aveva lasciato l’auto. E su quella Dacia Duster, guidata dall’amico di Azzano Mella che era diventato anche collega di lavoro di Pio Domenico, dopo qualche ora erano tornati a casa della vittima. Erano entrati, avevano trascorso del tempo al computer dopo aver salutato i genitori di Fazzolari e poi era giunto il momento di congedarsi.

Quando l’amico è salito in auto per ritornare a casa, Pio Domenico è salito sul cofano. Il gioco, lo scherzo: «Dai, non andare». Poi la caduta a terra, picchiando violentemente la nuca. Per lui non c’è stato nulla da fare: è morto sotto gli occhi attoniti degli amici e poi dei genitori, usciti in strada immediatamente.

Ai tempi del Cossali

Colleghi di lavoro, ma soprattutto amici. Tutti e quattro avevano frequentato insieme il Cossali a Orzinuovi. I professori dell'Itis informatico, che lo hanno visto diplomarsi con ottimi voti quattro anni fa, lo ricordano oggi con profonda commozione e ne custodiscono un bellissimo ricordo: «Era un ragazzo solare e allegro – ci raccontano –. Amabile ed estroverso, si distingueva per il suo spirito brillantemente vivace e per una spiccata ironia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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