Il murale che ne racconta la storia resterà al suo posto. Così come l’iconica recinzione in mattoncini rossi che per decenni ha segnato il confine dell’ex Caffaro. Cambierà invece tutto quello che c’è dietro: dove fino a pochi giorni fa c’era un’area chiusa e inaccessibile nasceranno una piazza pubblica, due parcheggi, alberi, panchine e nuovi collegamenti con via Milano. La giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento che completa il secondo stralcio del programma «Oltre la strada», ultimo tassello della riqualificazione dell’area, reso possibile dalla certificazione di avvenuta bonifica ambientale arrivata il 24 luglio.
Il progetto
L’investimento vale poco meno di 1,85 milioni di euro e interesserà circa 2.500 metri quadrati, restituendo al quartiere uno spazio rimasto per anni separato dalla città. Il progetto, elaborato da Brescia Infrastrutture insieme al settore Mobilità del Comune, punta ad aprire fisicamente l’ex comparto industriale verso via Milano senza cancellarne i segni identitari.
«È un altro tassello di un percorso di riqualificazione che non si esaurisce qui», ha sottolineato la sindaca Laura Castelletti, spiegando come l’intervento si inserisca in una trasformazione più ampia dell’intero asse di via Milano.
Il cuore del progetto sarà la nuova piazza tra i due ex caselli. Ai lati troveranno posto due aree di sosta da 41 posti auto complessivi: una, da 24 stalli, sarà collegata direttamente al parcheggio già esistente sul lato ovest, evitando di aprire un nuovo accesso carrabile attraverso il muro storico; l’altra, da 17 posti, avrà invece ingresso da via Milano attraverso un varco ricavato nella recinzione.
Proprio il muro in mattoni, elemento ormai riconoscibile del paesaggio della strada, non verrà abbattuto. Sarà consolidato e restaurato, mentre le demolizioni interesseranno soltanto alcuni tratti necessari a rendere più leggibili gli accessi alla nuova piazza e ai parcheggi. Saranno inoltre eliminate le superfetazioni e aperto il collegamento con l’area di sosta già esistente.

Aree verdi
Accanto alla nuova pavimentazione drenante arriveranno 25 alberi ad alto fusto, sedute, illuminazione, rastrelliere per biciclette e le predisposizioni per una postazione BiciMia, le colonnine di ricarica per veicoli elettrici e il sistema di videosorveglianza. Il verde avrà anche una funzione climatica: gli alberi serviranno a ombreggiare piazza e parcheggi, mentre nuove piantumazioni schermeranno le recinzioni e le pareti degli edifici industriali ancora presenti.
L’intervento comprende anche opere meno visibili ma altrettanto significative, come un nuovo sistema di raccolta delle acque piovane attraverso pozzi perdenti e due piezometri destinati al monitoraggio della falda, mantenendo così sotto controllo un’area che porta ancora i segni della sua storia industriale.
«Aprire questi spazi significa ricucire un pezzo di città che per troppo tempo è rimasto chiuso dietro un muro – ha sottolineato il vicesindaco Federico Manzoni –. L’obiettivo non è soltanto realizzare una piazza, ma fare in modo che questo luogo torni a essere attraversato e vissuto dal quartiere».
Nei prossimi mesi partirà la gara d’appalto. L’obiettivo del Comune è affidare i lavori entro la fine dell’anno, per arrivare al completamento dell’intervento nel tardo autunno del 2027.




