Il ponte Bailey è arrivato sull’altra sponda e l’intervento dei Genieri si è concluso con successo ieri nel tardo pomeriggio. Dopo tre giorni di lavoro a ritmo serrato, la struttura provvisoria, destinata a ripristinare il collegamento diretto tra Rino e Sonico, è stata posata a scavalco del torrente Rabbia. Ora il cantiere passa alla fase successiva: oggi il collaudo strutturale, poi realizzazione delle rampe di raccordo, impianti, segnaletica, sistemi di regolazione del traffico, verifiche tecniche e collaudo prima dell’apertura al traffico, prevista per metà ottobre.
I volontari dei Genieri Lombardia, con i Genieri della Tau specializzati nel montaggio di questo tipo di infrastrutture d’emergenza, hanno iniziato le operazioni venerdì mattina. Sabato il ponte risultava già posato per circa il 72%, in anticipo rispetto al cronoprogramma. Ieri l’ultima e più delicata fase, fino all’appoggio della struttura sulla sponda opposta. Un lavoro complesso, per un ponte lungo circa 52 metri, assemblato progressivamente su una sola sponda e quindi spinto verso quella opposta.
Determinante l’impiego di un’autogru posizionata nell’alveo del Rabbia: durante l’avanzamento ha consentito di controbilanciare il peso della struttura, mantenendo in sicurezza le operazioni. L’associazione ha maturato una specifica esperienza nell’impiego dei ponti militari Bailey per emergenze e situazioni nelle quali è necessario realizzare in tempi rapidi un attraversamento provvisorio, come era accaduto anche alcuni anni fa per il ponte della Valpaghera a Ceto.
Passaggio decisivo
La posa rappresenta un passaggio decisivo dopo l’alluvione del 20 agosto, quando una colata detritica dalla Val Rabbia aveva spazzato via il precedente ponte, interrompendo il collegamento diretto con Rino e costringendo i residenti a utilizzare una viabilità alternativa, molto più lunga e disagevole. Per consentire la realizzazione dell’intervento Regione Lombardia ha stanziato 350mila euro. Resta ora aperto il capitolo della messa in sicurezza del territorio: il Comune di Sonico è in attesa del riconoscimento dello stato di calamità naturale, necessario per reperire le risorse per la rimozione del materiale accumulato negli alvei.



