Si apre ora una fase complessa. Le Asst bresciane sono chiamate a ricostruire in tempi rapidi commissioni, ambulatori e reti professionali, dopo averle dismesse poco più di un anno fa in applicazione della Riforma della disabilità.
Uno sforzo rilevante, reso ancora più difficile dalla rapidità dei cambiamenti, che il Sistema sanitario sta affrontando con un duplice obiettivo: garantire continuità nelle risposte ai cittadini e costruire fin da ora il modello futuro.
Cosa c’è da sapere
A entrare nel merito della novità, chiarendo un punto fondamentale, è Enrico Burato, direttore sociosanitario di Asst Spedali Civili: «L’iter di ogni domanda partirà sempre dalla presentazione del certificato medico introduttivo compilato da un medico di famiglia o specialista, così come previsto dalla sperimentazione avviata a gennaio 2025. Ciò che da giugno cambierà è che il soggetto con più di 70 anni e almeno una condizione di non autosufficienza non verrà convocato dalle commissioni Inps, ma dalle commissioni Asst che stiamo riattivando pensando già al futuro modello delle unità di valutazione multidimensionale». Le Asst stanno individuando le sedi in cui potranno accogliere i richiedenti, perlopiù si tratterà delle Case di comunità. La partenza sarà graduale.
Dove e perché
Come spiega Burato gli Spedali Civili avranno una commissione in viale Duca degli Abruzzi, poi ne verranno attivate altre a Bovezzo e Lumezzane, quindi anche nelle Case di comunità di Flero e Ospitaletto. Ogni Asst, dicevamo, comporrà le proprie, compresa la Valcamonica. Novità non da poco considerato che in questo anno e mezzo Inps non ha ancora aperto una sede di commissione in quella zona.
La speranza è che pure quell’area possa essere coperta, al più presto, non solo dalle attività della Asst rivolta agli ultrasettantenni non autosufficienti, ma anche con una commissione Inps che segua tutte le altre pratiche.
La scelta delle Asst di ricorrere per questo servizio alle Case di comunità non è casuale: «Con la valutazione della commissione, composta da medico legale e specialista - osserva Burato -, inizia il processo di presa in carico della persona fragile che trova il punto di riferimento proprio nelle Case di comunità e nella logica distrettuale».
Personale medico
Il nodo della carenza di personale specifico, come si può immaginare, resta. I medici legali mancano ovunque e le commissioni Inps devono essere presiedute da uno di loro o, novità recente, da un altro medico, per esempio igienista, che abbia almeno un anno di esperienza in una commissione.
Per venire incontro alle difficoltà riscontrate in questi mesi dall’Inps, Ats Brescia aveva messo - e continuerà a mettere - a disposizione 25 medici (non medici legali), mentre il Dipartimento di Medicina legale diretto dal dottor Paolo Pelizza degli Spedali Civili e trasversale alle quattro Asst bresciane dovrà impiegare i quattro medici legali messi a disposizione sino ad ora per Inps nelle nuove commissioni per ultrasettantenni che rappresentano comunque circa la metà delle certificazioni complessive.
La convenzione per questi ultimi, infatti, non verrà rinnovata a fine giugno: ora anche le Asst hanno bisogno di queste figure per adempiere alle recenti disposizioni normative.




