Una visita istituzionale, un’intervista, ma soprattutto una festa. L’incontro in Sala Libretti con la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli si è trasformato in un momento corale capace di rilanciare con forza un messaggio chiaro: a Brescia «Si può fare».
Non uno slogan, ma una visione concreta, incarnata ogni giorno dall’esperienza della «Si può fare band» di Verolanuova, esempio di come la disabilità possa essere letta non in chiave di assistenza, ma come valore e risorsa per la comunità.
Nuova prospettiva
Tra racconti diretti e progetti che crescono, il confronto ha messo al centro un cambio di prospettiva: «La persona con disabilità non ha bisogno di aiuto, ma di essere valorizzata», ha ribadito il ministro, richiamando la necessità di superare un approccio legato al solo accompagnamento per puntare su talenti, autonomia e partecipazione.
L’incontro, svoltosi nel giorno in cui il nostro giornale compie 81 anni, è stato anche l’occasione per affrontare temi centrali come le criticità emerse nella sperimentazione della Riforma della disabilità che Brescia sta vivendo affrontando, insieme ai correttivi introdotti per rispondere alle difficoltà segnalate.
L’incontro
Incalzata dalle domande della direttrice Nunzia Vallini, Alessandra Locatelli ha poi toccato altri temi, dal disegno di legge sui caregiver al bando «Vita e opportunità». Numerose le realtà bresciane presenti, protagoniste ogni giorno di progetti e buone pratiche sul territorio, come quella dell’Edicola solidale che vede in regia Editoriale Bresciana e Mongolfiera. Le loro testimonianze hanno dato sostanza al messaggio emerso durante tutto l’incontro: «Si può fare» non è solo un motto, ma una realtà che ha già preso forma.




