I ricordi diventano casa grazie al progetto «Acchiappastorie» realizzato dai piccoli frequentatori della PInAC (Pinacoteca dell’età evolutiva Aldo Cibaldi). Il progetto sarà presentato alla cittadinanza oggi alle 14.30 al teatro Ctm, con un documentario e, successivamente, una passeggiata all’esterno tra i luoghi del paese per riscoprire la memoria di una comunità.
Il progetto
«Acchiappastorie» è nato grazie alla raccolta fondi di alcuni mesi fa «Mi racconti, nonno? – Viaggio nei ricordi per costruire il futuro», promossa dalla Fondazione PInAC con il sostegno della Bcc del Garda, sulla piattaforma IdeaGinger, e la straordinaria risposta di 437 sostenitori.
Il progetto era iniziato la scorsa estate, nell’ambito di PInAC Parco: bambini e le bambine avevano incontrato gli anziani delle due Rsa del territorio, Almici e Anni azzurri e, con la guida di Melissa Freti e Giulia Gandini di Avisco Ets e la collaborazione di Lisa Tabai, avevano dato vita a un percorso fatto di domande, ascolto e scoperta.
Uno scambio in cui la memoria si apre nuovamente al mondo: gli anziani ci hanno messo il vissuto, un carico di esperienze, cambiamenti, affetti e nostalgie, i bimbi l’immaginazione. E poi c’è stato il tempo dedicato gli uni gli altri, riconoscendo all’anziano la capacità di avere ancora qualcosa da dire. Una delle bambine partecipanti lo ha definito «museo che si fa in compagnia». I bambini hanno fatto domande che hanno fatto riaffiorare volti, episodi dimenticati, luoghi e storie.
Il fine
In «Acchiappastorie» i bambini diventano così custodi di un patrimonio fragile e prezioso: quello delle vite quotidiane, delle esperienze spesso lontane dai grandi libri di storia, dei ricordi che rischierebbero di scomparire se nessuno si fermasse a domandare: «Mi racconti?». E gli anziani, attraverso l’ascolto dei più piccoli, tornano a essere narratori, protagonisti, persone le cui parole possono lasciare un segno anche nella vita di chi è nato molti decenni dopo.
Diventa così un’occasione per riconoscere che ogni esistenza porta una memoria che merita di essere ascoltata, che appartiene non soltanto a chi l’ha vissuta, ma anche a chi la raccoglie, a chi la custodisce e a chi, ascoltandola, la porta con sé nel futuro.



