«Un archivio non è un deposito di carte vecchie, è la memoria viva della comunità»: l’archivio parrocchiale di Quinzano rinasce dopo 40 anni e viene inserito nell’accordo «Archivio degli archivi».
Il lavoro
Registri, documenti, manoscritti e testimonianze capaci di raccontare secoli di vita quinzanese sono stati riordinati e presto potranno essere consultati dalla comunità. Un patrimonio che non racconta soltanto la storia religiosa del paese, ma restituisce uno spaccato della sua vita sociale, artistica, amministrativa e culturale.
La svolta è stata ufficializzata l’11 settembre 2026, con la firma della convenzione triennale tra la parrocchia e l’associazione Albaura. A sottoscrivere l’accordo sono stati il parroco, don Lorenzo Boldrini, e il presidente dell’associazione, il maestro Lorenzo Fontana, originario di Verolanuova. La convenzione è stata controfirmata dal professor Tommaso Casanova, conservatore pro tempore dell’Archivio.
Il progetto era partito nel settembre 2023, quando il Gafo-Quinzano, presieduto dal professor Antonio Piccinotti, aveva avviato la collaborazione con don Boldrini.
L’obiettivo era ambizioso: recuperare e restituire alla consultazione un archivio che per decenni era rimasto lontano dagli occhi della comunità, nonostante l’enorme valore storico delle sue carte. Per farlo sono state necessarie più di 1.200 ore di lavoro.
Consultazione
Il riordino ha consentito di individuare, organizzare e descrivere più di 2.600 unità, restituendo una struttura leggibile a un patrimonio documentario estremamente articolato. Proprio il lavoro di riordino ha fatto emergere una prospettiva ancora più ampia. L’idea è, infatti, quella di affiancare all’archivio parrocchiale altri fondi documentari e bibliografici di interesse storico.
«Parrocchia e Gafo – spiega don Lorenzo Boldrini – hanno deciso di affiancare a questo patrimonio, attraverso il comodato, alcuni fondi archivistici e bibliografici dell’associazione».
È proprio attraverso questi fondi che l’orizzonte cronologico della raccolta si allarga ulteriormente: sono conservati documenti che risalgono alla seconda metà del Quattrocento. Così l’«Archivio degli archivi» ha trovato la propria casa nella canonica e la convenzione con Albaura segna l’avvio di una nuova fase.
L’inventariazione curata da Casanova è, infatti, alle battute finali e il passaggio successivo sarà l’apertura dell’archivio alla consultazione, ma il progetto non si fermerà è più ambizioso e guarda alla costruzione di un nuovo spazio culturale capace di mettere in relazione archivi, libri, storia locale e altre forme di conoscenza.
«L’obiettivo che ci siamo prefissati – aggiunge Fontana – è di più ampio respiro e contempla la digitalizzazione completa di tutti i documenti e la creazione di un vero e proprio Polo culturale multisettoriale».



