Cronaca

A Provaglio d’Iseo un velo di melma rossa nel laghetto dell’Inquine

Potrebbe essere polvere di ferro, ma solo le verifiche diranno di cosa si tratti esattamente
Flavio Archetti
La melma rossa con moria di pesciolini al laghetto dell'Inquine
La melma rossa con moria di pesciolini al laghetto dell'Inquine

Un laghetto, per quanto piccolo, è uno scrigno di vita, tanto animale, quanto vegetale, che l’inquinamento da sostanze estranee alla natura uccide. L’ultimo episodio d’inquinamento in ambiente umido, uno dei non pochi contati nella nostra provincia in questi anni, ha riguardato nelle ultime ore il laghetto dell’Inquine, un invaso di 5.000 metri di superficie ricavato anni fa da uno scavo per accumulo di acqua a uso agricolo collocato tra i filari di un vigneto a 150 metri dalla chiesetta della Madonna dell'Inquine, nella periferia di Provaglio d'Iseo, a poche centinaia di metri dalle Torbiere.

Cos’è successo

Il laghetto è stato invaso per circa un quinto della sua superficie da una coltre di circa un centimetro di melma rossiccia, che riveste tutta la parte nord delle rive. Il laghetto è circondato da una rete e chiuso da un cancello ma anche senza potervisi avvicinare fino a entrarvi a contatto ieri pomeriggio vi si scorgeva un gruppo di piccoli pesci morti e si sentiva nell'aria il loro odore pungente. Il fatto è stato segnalato anche in un post su un social network da una donna che sostiene di aver verificato «una vistosa moria di pesci».

Secondo chi ha commentato la «denuncia» del fatto, la spessa coltre rossiccia che ricopre una parte dell'acqua potrebbe essere polvere di ferro, ma naturalmente solo eventuali verifiche potranno dire esattamente di cosa si tratti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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