Sui 30 punti nei quali Legambiente ha effettuato le proprie rilevazioni all’interno dei cinque maggiori laghi lombardi (dunque anche Garda e Iseo, oltre a quelli di Como, di Lugano e il Maggiore), più del 50% è risultato essere oltre i limiti di legge, con ben undici giudicati «fortemente inquinati» e quattro «inquinati». Quindici (di cui 13 foci di fiumi, un canale e uno sfioratore), invece, sono risultati «entro i limiti».
È quanto emerge dalla ventunesima edizione della «Goletta dei Laghi», la campagna storica di Legambiente per la tutela delle acque dei bacini lacustri italiani, che monitora lo stato di salute delle acque attraverso analisi scientifiche, individuandone le criticità e promuovendo interventi concreti per la loro salvaguardia.

Il lago d’Iseo
Sul Sebino, dei cinque campioni prelevati la totalità è risultata «entro i limiti di legge» alle analisi microbiologiche: la foce del torrente Calchere a Sulzano, lo sfioratore nel canale industriale a Pisogne, lo sfioratore comunale nel canale industriale sempre a Pisogne, la foce del fiume Oglio a Costa Volpino, il canale presso la spiaggia «Bar delle Rose» e la foce del torrente Borlezza a Castro.
Un netto miglioramento se si pensa che, ad eccezione del torrente Borlezza che era risultato entro i limiti anche nel 2025, tutti i punti avevano fatto rilevare criticità sia nel 2024 che nel 2025, con giudizio di «fortemente inquinato».
Il lago di Garda
Sulla sponda lombarda del Benaco, tutti i punti campionati in provincia di Brescia (sei) sono risultati fuori dai limiti, confermando le criticità riscontrate negli ultimi anni, presenti soprattutto alle foci di canali e torrenti. Un punto, nello specifico, è risultato «inquinato» (spiaggia in località «Le Rive» a Salò) e cinque «fortemente inquinati».
Tra questi ultimi il campione prelevato alla foce del torrente nel porto di Padenghe sul Garda, la cui criticità è storica negli archivi di «Goletta dei Laghi»; quello alla foce del Rio Lefà a Roina, nel Comune di Toscolano Maderno, campionato per la prima volta nel 2023 e da allora punto critico; due punti a Desenzano del Garda, uno alla foce del rio che passa presso l’Oasi San Francesco del Garda, l’altro prelevato a lago, in corrispondenza dello sbocco del Rio Pescala. «Fortemente inquinato» anche il prelievo alla foce del torrente all’altezza del civico 75 di via Verone, in località Santa Maria di Lugana, a Sirmione.
Il commento
«Dobbiamo capire cosa manca per recuperare i livelli di contaminazione ancora sopra i limiti di legge, sviluppando un ciclo integrato delle acque all’altezza di una transizione ecologica di cui c’è davvero bisogno, specie in territori fragili come quelli visitati da Goletta dei Laghi – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Il forte inquinamento rilevato in alcuni contesti non rende giustizia ai benefici che gli ambienti lacustri restituiscono in termini di economia, benessere e mitigazione degli effetti della crisi climatica».


