Cronaca

Protesta dei tir: a Brescia nessuna emergenza, ma l’allerta è alta

All’ortomercato di via Orzinuovi arrivano meno camion. Il direttore Hrobat: «Aumentano le problematiche della logistica e quindi anche i prezzi»
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

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Sciopero dei tir, timori per il comparto ortofrutticolo

Le promesse di risorse da parte del governo e le proteste rientrate in Sicilia smuovono le acque, ma non tranquillizzano certo il comparto ortofrutticolo e la grande distribuzione. Perché la mobilitazione degli autotrasportatori – tanto nel Sud Italia quanto in Europa – resta più viva che mai. E, seppur con effetti finora contenuti, si avverte fino a Brescia. Sugli scaffali nostrani frutta e verdura non mancano di certo, ma – almeno nella Gdo – i prezzi sono già schizzati alle stelle.

L’emergenza – rappresentata in maniera simbolica ed emblematica dal pomodoro, sempre più introvabile e sempre più caro – si è fatta ora tangibile, manifestandosi sia come assenza fisica nei supermercati sia come invisibile svuotamento nutrizionale dei prodotti coltivati. È la tempesta perfetta, perché dopo un’estate con temperature record ed eventi climatici anomali lo sciopero nel settore dell’autotrasporto ha bloccato la filiera logistica in diverse aree italiane.

In città

All’ortomercato di via Orzinuovi i camion continuano ad arrivare prima di ogni alba, ma a differenza del passato ora fanno tappa a Brescia alla spicciolata. Il direttore Marco Hrobat mostra le immagini delle telecamere puntate sulle aree di scarico alle 3 del mattino. «Qui fino a qualche settimana c’era una lunga fila di mezzi, ora hanno numerosi ritardi dal sud Italia e anche dall’estero. La quantità di merce non è quella che dovrebbe essere. La poca offerta che c’è fa aumentare le problematiche della logistica e quindi anche i prezzi».

Le telecamere che mostrano le aree di scarico alle 3 del mattino
Le telecamere che mostrano le aree di scarico alle 3 del mattino

La catena del fresco

Al momento, però, i numeri non preoccupano. «Domenica abbiamo scaricato circa 40 camion bilici, essendo un mercato all’ingrosso le quantità che trattiamo sono veramente importanti». Il blocco della distribuzione ha dimostrato quanto sia fragile la catena del fresco. I prodotti ortofrutticoli, a causa della loro deperibilità, sono i primi a sparire dalle corsie in caso di disagi stradali o scioperi dei trasporti. E molti consumatori si vedono costretti a modificare le proprie abitudini.

Come a Casazza, dove nel mercato settimanale di ieri una donna spiega: «Ho smesso di acquistare pomodori, cerco soltanto ortaggi più economici e quelli che trovo con certezza». Anche tra i lavoratori del comparto non mancano i timori. «Negli ultimi due giorni sono effettivamente arrivati meno camion, per ora non sentiamo così tanto il problema, bisogna capire cosa succederà in questi giorni. Di certo se la protesta proseguirà dal prossimo weekend inizieranno a scarseggiare alcuni prodotti», spiega il titolare della Metelli Frutta Silvano Metelli, che intanto per non rischiare ha fatto scorta di alcuni prodotti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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