Si complica il rinnovo del progetto Sai che coinvolge Gussago, Passirano e Rodengo Saiano. Il punto non è più soltanto chi sarà il nuovo Comune capofila, ma come arrivare concretamente al rinnovo.
La questione
Passirano ha confermato di voler garantire il proprio impegno fino alla naturale scadenza dell’attuale progetto, il 31 dicembre 2026, ma considera concluso con quella data il proprio ruolo e non intende assumere ulteriori impegni per la fase successiva. «Senza il passaggio formale da parte di Passirano, rischia di saltare tutto ed è questa la nostra preoccupazione e il motivo che ci ha portato a renderci disponibili ad essere noi capofila – spiega il sindaco di Gussago, Giovanni Coccoli –. Questo step garantirebbe la continuità di un progetto già in essere da anni».
È proprio questo elemento a preoccupare Gussago e Rodengo Saiano. Il problema non è la conclusione dell’attuale progetto, già prevista, ma la possibilità di garantire senza soluzione di continuità quello successivo. Senza un atto formale dell’attuale capofila che consenta di avviare il passaggio al nuovo Comune, il rischio, secondo Gussago, è che la procedura si blocchi e con essa la possibilità di rifinanziare il progetto.
Il Sai
Il Sistema di accoglienza e integrazione, finanziato dal Ministero dell’Interno, accompagna richiedenti asilo e rifugiati attraverso percorsi di accoglienza, integrazione e progressiva autonomia. Il progetto coinvolge complessivamente 27 persone: 8 a Gussago, 13 a Rodengo Saiano e 6 a Passirano. Gussago e Rodengo hanno prospettato un possibile subentro, con Gussago disponibile ad assumere il ruolo di nuovo capofila e a formalizzare la disponibilità attraverso una delibera di Giunta.
Il passaggio, però, non sarebbe automatico e dovrà essere verificato con il Ministero. Secondo Coccoli, il nodo è anche procedurale: «La legge stabilisce che la domanda può essere fatta solo dal Comune capofila, Passirano». Gussago è quindi disponibile a subentrare, ma sostiene di non poter procedere autonomamente senza che venga definito il passaggio dall’attuale capofila.
Scadenza
Il termine per la presentazione della domanda è stato prorogato al 15 settembre. Le prossime settimane saranno decisive per ottenere dal Ministero un chiarimento sulle procedure. Coccoli difende anche il valore dell’accoglienza. «Non parliamo di clandestini, ma di rifugiati, di persone aventi diritto all’accoglienza», sottolinea. «Sono persone che vivono il paese, animano la piazza, fanno giocare i bambini. Sono inseriti e integrati. E i bambini saranno i cittadini di domani».
I dubbi
Per l’Amministrazione il Sai, pur «perfettibile», è uno strumento utile per accompagnare le persone verso l’autonomia. Un’eventuale interruzione, osserva Coccoli, non farebbe però scomparire le necessità delle persone accolte: i costi dell’assistenza potrebbero ricadere sui Comuni. La partita passa ora al Ministero dell’Interno.
Passirano considera concluso il proprio impegno con il 31 dicembre; Gussago e Rodengo devono trovare il modo di costruire formalmente il passaggio successivo. Il termine del 15 settembre si avvicina e il nodo resta da sciogliere per evitare che la continuità del progetto si interrompa proprio nel passaggio tra le due programmazioni.



