Passirano lascia il progetto Sai e Gussago si prepara a valutare un possibile subentro come Comune capofila. La questione è emersa durante il Consiglio comunale e riguarda il Sistema di accoglienza e integrazione, il programma finanziato dal Ministero dell’Interno che sul territorio coinvolge Gussago, Passirano e Rodengo Saiano. L’attuale progetto, gestito insieme a realtà del terzo settore e destinato all’accoglienza e ai percorsi di autonomia delle persone ospitate, scade il 31 dicembre.
La questione è aperta
Per garantirne la prosecuzione dal primo gennaio 2027 occorre presentare una nuova candidatura entro il 15 settembre. Il nodo è rappresentato dalla decisione di Passirano di non proseguire né come ente capofila né come partecipante. Una scelta che, senza un’alternativa, rischia di mettere in discussione la continuità dell’intero progetto.
L’Amministrazione di Gussago, come spiegato dal sindaco Giovanni Coccoli, si è resa disponibile già nel confronto con la Prefettura dello scorso marzo a valutare il subentro nel ruolo di capofila, salvando di fatto l’intero progetto. «Credo sia importante avere attivo questo servizio Sai: non sarà perfetto, ma serve al territorio», ha detto Coccoli in aula.
Il sindaco ha richiamato la necessità di mantenere percorsi strutturati di accoglienza e integrazione, sottolineando che senza questi progetti il territorio avrebbe maggiori difficoltà nella gestione delle persone accolte. A Gussago sono attualmente ospitate otto persone, tutte collocate nella zona sud del paese, 13 persone invece sono state collocate a Rodengo e 6 a Passirano. Dall’amministrazione è stato sottolineato che non si sono registrate particolari criticità e che il progetto copre i costi del personale impegnato nelle attività.
Perplessitàdella minoranza
«Gli otto ospiti non hanno mai dato problemi e la situazione è sotto controllo», ha aggiunto Coccoli. Dall’opposizione – Gatta Zini (Centrodentra) – è arrivata una richiesta di approfondimento. Il punto non è soltanto l’accoglienza, ma la responsabilità che Gussago assumerebbe sul piano amministrativo ed economico diventando capofila.
«È un impegno per il Comune, anche nel suo solo ruolo di tramite», ha osservato Gatta Zini. «Occorre capire cosa ha portato il progetto sul piano dell’integrazione e come le risorse siano state sviluppate sul territorio», è la richiesta avanzata dall’opposizione.
La decisione dovrà arrivare in tempi stretti. Gussago ha già sottolineato l’intenzione di rinnovare l’impegno e sta valutando l’opzione «capofila»; il Comune in tal caso potrà diventare il perno della nuova rete territoriale. Il tavolo delle trattative resta aperto. Fondamentali saranno le prossime settimane per scoprire se ci sarà un futuro per il programma di accoglienza sul territorio.



