Cronaca

Pontevico, il ponte per Rebecco ora è dedicato a monsignor Cremonesini

La targa è stata benedetta in occasione dei 125 anni di fondazione dello storico istituto che porta il suo nome. «Non solo un’infrastruttura, ma un simbolo di accoglienza»
Alessandra Portesani
Un momento della cerimonia di intitolazione del ponte sul fiume Oglio
Un momento della cerimonia di intitolazione del ponte sul fiume Oglio

Da oggi il nome di monsignor Bassano Cremonesini accompagnerà chi attraversa l’Oglio tra Brescia e Cremona. Non sarà soltanto un’incisione su una targa, il suo nome è stato affidato alla memoria di un ponte che racconterà per sempre la sua eredità: costruire legami, accogliere i più fragili e trasformare la solidarietà in una comunità capace di superare ogni confine.

La cerimonia

Si è svolta ieri la cerimonia d’intitolazione dell’infrastruttura che collega le comunità di Pontevico e di Robecco voluta fortemente dall’Istituto Bassano Cremonesini come iniziativa per festeggiare i 125 anni di fondazione.

Una giornata emozionante sia per le circa trecento ospiti sia per i tanti cittadini e per le varie autorità civili e religiose che hanno preso parte all’evento. Presenti i vescovi di entrambe le provincie, monsignor Pierantonio Tremolada e monsignor Antonio Napolioni, che insieme al parroco di Pontevico, nonché presidente onorario dell’Istituto Cremonesini, l’abate monsignor Federico Pellegrini, hanno celebrato la messa.

Il significato

«Intitolare un ponte – questo il messaggio dell’abate monsignor Pellegrini – non è un atto banale, non è solo una infrastruttura, ma un simbolo di dialogo e unione tra le Provincie di Brescia e Cremona. Attraversandolo invito ognuno di voi a ricordare l’abate non solo come figura storica, ma come esempio di dedizione. Questo ponte è il simbolo della sua capacità di creare legami, di assistere gli ultimi e di costruire un futuro prospero come il seme che seppe gettare oltre un secolo fa. Da oggi questo nome impresso nelle targhe ricorderà a chiunque attraversi l’Oglio che le barriere si superano con l’impegno, il dialogo e l’amore per gli altri».

Le parole del vescovo di Brescia

Anche il vescovo di Brescia ha definito il ponte «un simbolo della convivenza umana perché permette il passaggio, l’incontro, lo scambio. Diventa segno della nostra comune vocazione ad essere costruttori di comunione, con il linguaggio del Vangelo possiamo dire essere operatori di pace».

Presente il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada
Presente il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada

Presenti anche i sindaci Pontevico e Robecco, Luca Bosio e il collega cremonese Marco Pipperi. «Un gesto simbolico – precisa Bosio – per ricordare un uomo che ha trasformato il nostro castello da luogo di battaglie a luogo di cura e ha dedicato tutta la sua vita all’accoglienza dei deboli. Ci auguriamo che questo ponte possa continuare a essere simbolo di unione e solidarietà». Presenti anche il direttore generale di dell’Ats Claudio Vito Sileo e l’assessore regionale Simona Tironi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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