Cronaca

Pontevico, la lotta alla solitudine degli anziani: 43 percorsi attivati

Il progetto «Vivo solo, ma non sono solo» ha coinvolto 250 cittadini over 75, raccogliendo 55 richieste di sostegno
Alessandra Portesani
La rete tra Amministrazione, agenzie sanitarie e Ambito sociale © www.giornaledibrescia.it
La rete tra Amministrazione, agenzie sanitarie e Ambito sociale © www.giornaledibrescia.it

«Vivo solo, ma non sono solo»: a Pontevico risultati significativi nella lotta alla solitudine. Su 250 anziani over 75, il Comune ha ricevuto 55 richieste di accesso al servizio e attivato 43 progetti personalizzati. Numeri significativi quelli snocciolati durante la presentazione per raccontare un’iniziativa che ha messo in rete istituzioni, servizi sociosanitari e volontariato per rispondere ai bisogni della popolazione anziana.

Obiettivi

«Quello che non vogliamo assolutamente è essere sradicati dalla nostra casa, dal nostro vissuto». Le parole di uno dei partecipanti racchiudono il senso di «Vivo solo,ma non sono solo», il progetto pilota avviato a Pontevico poco meno di due anni fa.

L’iniziativa è nata da un’indagine promossa dal Comune e seguita da un lavoro porta a porta, con la consegna personale delle lettere e l’ascolto dei cittadini da parte del sindaco Luca Bosio e dell’assessora Giulia Zani. «Il bisogno emerso con maggiore evidenza è stato quello di contrastare la solitudine, ed è da qui che siamo partiti», ha spiegato l’assessore.

Iter

Presentato nel marzo 2025, il progetto ha coinvolto associazioni, parrocchia, medici di medicina generale e professionisti sociosanitari. L’infermiera e l’assistente sociale hanno collaborato nella valutazione delle singole situazioni, costruendo percorsi personalizzati. Un approccio che Roberta Chiesa, direttrice generale di Asst Garda, ha definito una «risposta sartoriale, cucita sulle esigenze di ciascuno».

Per il direttore sociosanitario di Ats Brescia, dottor Franco Milani, l’esperienza «rappresenta un esempio di integrazione tra servizi e di capacità delle istituzioni di intervenire in modo proattivo». Un modello che Ats auspica possa diffondersi anche in altri territori.

Un valore condiviso da Carlotta Bragadina, presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’Ambito 9, che ha sostenuto fortemente il progetto: «Un’iniziativa che abbiamo valorizzato – precisa Bragadina –. Tutti desideriamo vivere autonomamente, ma nessuno vuole sentirsi solo: quella presentata oggi è una sfida che riguarda il futuro di tutti noi».

Alla conferenza di presentazione era presente anche la dottoressa Rossella Goglioni, direttrice del distretto Bassa Bresciana Centrale di Asst Garda, che ha sottolineato come la riuscita dell’iniziativa si fondi sulla «contaminazione di ruoli e sullo scambio di competenze».

«Questo progetto dimostra che contrastare l’isolamento significa prima di tutto ascoltare, creare relazioni e valorizzare le risorse della comunità» hanno concluso l’assessora Zani e il sindaco Bosio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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