Un’opera destinata a scomparire nei decenni, ma non a passare inosservata. Al Bosco delle Stelle l’arte entra nel paesaggio, si intreccia con la natura e accetta la sfida del tempo. È il progetto di Land Art realizzato dagli studenti dell’attuale classe quinta dell’indirizzo Arti Figurative del Liceo artistico Foppa, una scultura gigantesca che raffigura una stella costruita con rami e materiali di recupero raccolti direttamente sul posto.
L’incontro
«Questa iniziativa nasce dall’incontro tra scuola, arte e territorio e porta la creatività fuori dagli spazi tradizionali dell’aula, direttamente nel paesaggio - sottolinea il presidente del Parco Monte Netto, Flavio Bonardi -. È stata una collaborazione splendida che vorremmo replicare, perché queste iniziative non fanno bene solo a noi, ma anche al territorio».
Un dialogo tra scuola e territorio che rappresenta, come ha evidenziato il dirigente scolastico del Liceo Foppa, Luca Reboldi, durante il taglio del nastro avvenuto ieri, una parte integrante della missione dell’istituto. «Le istituzioni scolastiche - precisa il preside - non sono fortini inespugnabili, ma realtà che sono sul territorio e con il territorio dialogano. Questa è l’ultima delle tante azioni che la scuola ha messo in campo. È un’occasione di crescita per noi e di valorizzazione per il parco. Ben vengano queste occasioni».
Il progetto
A guidare gli studenti nella realizzazione dell’opera sono stati, tra gli altri, i docenti Cesare Monaco e Mariateresa Vecchia, che hanno posto l’accento soprattutto sul carattere transitorio della scultura. «Quest’opera sparirà nel territorio - spiegano - il tempo farà il suo percorso e pian piano si deteriorerà. Dovremo poi rinnovarla con altre opere». La scelta dei materiali è stata parte integrante del progetto: soprattutto rami raccolti nel bosco e materiali di recupero, con il minor numero possibile di elementi estranei all’ambiente. Un modo concreto per trasformare in esperienza ciò che normalmente viene affrontato tra i banchi di scuola.
Il progetto ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul rapporto con l’ambiente e, allo stesso tempo, per sperimentare il valore della collaborazione. «Abbiamo imparato a lavorare insieme, aiutandoci tra di noi - ha raccontato Fiorella Barchi, una delle studentesse della classe quinta che ha preso parte all’iniziativa -. Abbiamo utilizzato soprattutto rami e meno fili possibili, intrecciandoli tra di loro. Un giorno tutto questo tornerà natura. E soprattutto ci siamo divertiti tanto!».
Taglio del nastro
All’inaugurazione erano presenti anche i sindaci dei Comuni che fanno riferimento al Parco Monte Netto: il primo cittadino di Capriano del Colle, Stefano Sala, e il collega di Poncarale, Antonio Zampedri. «Al Bosco delle Stelle, dunque, l’opera non è semplicemente collocata nel paesaggio: ne diventa parte - precisano i due sindaci -. Nasce dalla natura, con la natura dialoga e alla natura, con il tempo, è destinata a tornare. Ma prima di scomparire lascerà una traccia: quella di un incontro riuscito tra arte, scuola, giovani e territorio».



