Cronaca

Polaveno e Tavernole, argine al dissesto idrogeologico in Valtrompia

Cantieri, barriere paramassi, interventi sui torrenti: partiti gli interventi coordinati da Sevat per la Comunità montana
Barbara Fenotti
Interventi per il dissesto idrogeologico
Interventi per il dissesto idrogeologico

La montagna che si muove non fa rumore finché non è troppo tardi. Per questo, tra Tavernole sul Mella e Polaveno la partita contro il dissesto idrogeologico si gioca con cantieri, barriere paramassi «intelligenti» e interventi sui torrenti. Un lavoro decisivo per mettere in sicurezza strade, abitazioni e infrastrutture esposte alla fragilità del territorio montano.

Nei due Comuni triumplini sono partiti interventi coordinati da Sevat, società inhouse della Comunità montana, con opere pensate sia per risolvere criticità già emerse sia per prevenire problemi futuri.

A Polaveno

A Polaveno il cantiere interessa via Anna Frank e l’area del torrente Beltramelli. Il primo lotto riguarda un tratto di strada colpito da cedimenti delle fondamenta: per consolidare il pendio si sta intervenendo con la tecnica delle terre rinforzate, quindi attraverso la posa di geogriglie che stabilizzano il terreno senza modificarne il profilo naturale. Saranno inoltre sistemate le canalette di scolo delle acque meteoriche, così da eliminarne lo scorrimento, che in passato aveva provocato allagamenti nelle abitazioni sottostanti.

Il secondo lotto riguarda invece il torrente Beltramelli, dove sono previsti la pulizia dell’alveo, il consolidamento degli argini con pietre naturali e il rafforzamento della soglia per limitare il rischio di esondazioni. L’intervento vale 95mila euro, di cui 30mila finanziati direttamente dal Comune. I lavori sono stati affidati alla ditta Salvadori Felice & C. di Bagolino.

A Tavernole

A Tavernole sul Mella il progetto assume una dimensione più tecnologica, con un investimento complessivo di 180mila euro. L’attenzione si concentra sulla sponda sinistra, zona che negli ultimi anni ha visto crescere infrastrutture e servizi, dalla ciclopedonale Greenway al museo Il Forno fusorio fino al plesso scolastico e ad alcune aree residenziali. Questa parte del paese, segnata da forti pendenze e da una particolare fragilità geologica, è soggetta a distacchi di massi causati dalle fratture della roccia. Episodi che finora non hanno provocato feriti solo per pura casualità.

Il progetto punta quindi a rafforzare la sicurezza con la rimozione degli elementi instabili lungo le pareti rocciose, la pulizia delle aree già protette e l’installazione di due nuove barriere paramassi ad alto assorbimento di energia nei punti più critici. La novità principale riguarda il monitoraggio: le strutture saranno collegate a dispositivi intelligenti capaci di controllare da remoto lo stato delle barriere e segnalare in tempo reale eventuali impatti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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