Un cantiere molto complesso, realizzato senza interrompere l’assistenza agli ospiti e senza registrare infortuni. È questo uno degli elementi più significativi emersi ieri mattina, durante l’inaugurazione della rinnovata fondazione Rsa Santa Maria della Neve di Pisogne, dove sono stati presentati i lavori di messa in sicurezza, efficientamento energetico e riqualificazione della struttura.
Gli obiettivi
L’intervento, illustrato dal progettista e direttore lavori Umberto Monopoli, ha riguardato un complesso articolato, composto da tre blocchi di epoche diverse, alcuni sottoposti a vincolo monumentale. Il valore complessivo dell’operazione è stato di quasi 12 milioni, finanziati col Super bonus 110, l’investimento più considerevole degli ultimi decenni in paese.
Sono stati realizzati interventi su coperture, infissi, cappotti, intonaci, ascensori, sollevatori, impianti fotovoltaici e caldaie. Il risultato è una struttura più sicura, omogenea ed efficiente: i consumi energetici si sono ridotti di circa il 50 per cento.

«Non si è trattato solo di ristrutturare un fabbricato – ha spiegato Monopoli –, ma di intervenire in una struttura abitata da anziani, garantendo sempre assistenza, sicurezza e continuità dei servizi. Un lavoro di pianificazione che ha richiesto tanto lavoro e impegno. La parola chiave di questo intervento è fare quadra». Nel suo discorso il presidente Oscar Panigada ha ricordato la storia del complesso, dalle origini religiose legate agli agostiniani fino all’ospedale civile di Pisogne e al ricovero.
Per la collettività
«La ragione dell’esistere delle Rsa – ha sottolineato – è nell’interesse della collettività: aiutare, dare sollievo, venire incontro alle sofferenze e alle solitudini. Grazie al raggruppamento di imprese composto da A2a Calore e Servizi e Del Dossi srl, lo studio Monopoli, artigiani, professionisti, dipendenti, ospiti, volontari, associazioni e al direttore Antonella Rivadossi».
Alla cerimonia sono intervenuti anche il sindaco Federico Laini, il consigliere regionale Diego Invernici, il presidente della Comunità montana del Sebino bresciano Marco Ghitti e Gabriele Ceresetti, direttore amministrativo di Asst Valcamonica. Tutti hanno evidenziato il valore di un’opera che rafforza non solo la Rsa, ma l’intera rete sociosanitaria del territorio.
Anche l’esterno
Dopo la benedizione del parroco, il taglio del nastro ha visto dietro al nastro tricolore tre centenarie ospiti della casa di riposo. Ma le necessità non sono finite: le opere eseguite rendono straordinario l’esterno della struttura, che necessita di lavori di ammodernamento anche all’interno, per migliorare i servizi per gli ospiti e garantire un ambiente più confortevole.



