Piazza San Pietro è gremita come sempre avviene il lunedì dell’Angelo. Il ritrovato cielo azzurro rende la giornata più piacevole. Ma, a metà mattina, l’annuncio inatteso del cardinale Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa: «Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre alle 7.35». La notizia sconvolge tutti, pellegrini e turisti. Ed è come se l’aria festosa di qualche minuto prima fosse immediatamente diventata rarefatta. Anche il cielo si è ingrigito. Le campane della basilica suonano a lutto seguite, gradualmente, dalle campane di tutte le chiese romane. Tutto continua come prima, ma tutto sembra più pesante.
Tuttavia, la macchina organizzativa di questo Giubileo – il secondo che vede la morte di un Papa – è ben rodata. Le forze dell’ordine controllano che non si verifichino disordini. Molta gente è qui da ieri, arrivata da tutto il mondo per sincerarsi sulla salute del Santo Padre. La sua benedizione e il giro tra la folla con la Papamobile avevano fatto ben sperare. E, ora che quella benedizione resterà nella storia come l’ultima di Bergoglio, pur nella tristezza per il tragico evento, resta la gioia per quest’ultimo dono.




