Venti Comuni coinvolti con oltre 115mila cittadini interessati; quattro poli territoriali operativi e altrettante équipe multidisciplinari dedicate per circa 135 anziani fragili coinvolti direttamente e 150 caregiver supportati con oltre mille famiglie raggiunte dalle azioni informative. Sono questi i numeri con i quali l’Azienda territoriale per i servizi alla persona dell’Ambito 9-Bassa Centrale ha ottenuto un contributo di 360mila euro da Fondazione Cariplo grazie al progetto «...Ma Non Solo. Reti di cura e welfare per accompagnare l’età che cambia», selezionato nell’ambito del bando Welfare in Ageing 2025.
Il progetto interesserà l’Ambito 9, che comprende 20 Comuni (Ghedi, Manerbio, Leno, Verolanuova, Cigole...), e sarà sviluppato da settembre sino al 2028 attraverso una vasta alleanza tra enti pubblici, cooperative sociali, sistema sanitario, associazioni e realtà del volontariato.
Finalità
Obiettivo primario del progetto è affrontare l’invecchiamento della popolazione e la crescente necessità di servizi di prossimità, cura e sostegno alle famiglie. Nella Bassa bresciana centrale gli over 65 rappresentano già quasi un quarto della popolazione, mentre cresce il numero degli anziani soli e delle famiglie che si trovano ad affrontare situazioni di fragilità, malattia o non autosufficienza.
Tra le principali azioni previste figurano la costituzione di quattro équipe multidisciplinari territoriali, il sostegno ai caregiver familiari, l’attivazione di un Alzheimer Café, la promozione di reti di vicinato e solidarietà, la sperimentazione di servizi di trasporto organizzato e la realizzazione di uno strumento digitale dedicato all’orientamento e all’accesso ai servizi. Particolarmente significativo è il partenariato che sostiene l’iniziativa.
Lavoro di squadra
Accanto all’Azienda territoriale in qualità di capofila partecipano le cooperative sociali Il Gabbiano, Co.Ser ed Elefanti Volanti, con la collaborazione strategica di Asst Garda e il coinvolgimento del Sistema bibliotecario Bassa centrale, associazioni, parrocchie e organizzazioni del terzo settore. Un lavoro sinergico, dunque, per costruire un nuovo modello territoriale fondato sull’integrazione tra servizi sociali e sanitari, sul rafforzamento della domiciliarità e sulla valorizzazione delle reti di comunità.
E l’iniziativa rappresenta anche una naturale evoluzione delle esperienze sviluppate negli ultimi anni grazie ai progetti del Pnrr, in particolare nell’ambito delle dimissioni protette e dell’assistenza domiciliare integrata, rafforzando il percorso di integrazione sociosanitaria già avviato sul territorio.
«Questo risultato rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro di squadra costruito negli anni sul nostro territorio», dichiara Claudia Pedercini, direttore dell’Azienda territoriale per i Servizi alla Persona. «L’invecchiamento della popolazione e la trasformazione delle reti familiari ci impongono di ripensare il welfare locale. Con questo progetto vogliamo rafforzare la capacità delle comunità di prendersi cura delle persone, sostenendo anziani e famiglie attraverso un sistema più integrato, vicino e accessibile».



