Cronaca

Perché è così difficile trovare un corpo nel Basso lago di Garda

Il responsabile del Nucleo Sommozzatori dei Volontari del Garda Mauro Fusato è impegnato nelle ricerche di Alexandru Olaisiu Sorin: «A renderle complesse è il particolare fondale della Giamaica»
Simone Bottura
Una delle imbarcazioni del Volontari del Garda impegnate in questi giorni
Una delle imbarcazioni del Volontari del Garda impegnate in questi giorni

Sono trascorsi più di tre giorni dalla scomparsa di Alexandru Olaisiu Sorin, l’uomo che si è tuffato nel Garda, ha salvato un bambino in difficoltà e poi non è più riemerso e le ricerche proseguono senza sosta nello specchio d’acqua antistante la spiaggia Giamaica a Sirmione.

A farsi carico delle operazioni in profondità è, come sempre in questi casi, il Nucleo Sommozzatori del Gruppo Volontari del Garda di Salò, guidato dai responsabili Mauro Fusato e Luca Turrini, subacquei esperti che negli anni hanno restituito ai familiari di molte vittime un corpo su cui piangere. Abbiamo raggiunto telefonicamente Mauro Fusato mentre era in navigazione verso Sirmione per un’altra giornata di ricerche.

Mauro Fusato, responsabile dei sommozzatori del Volontari del Garda - © www.giornaledibrescia.it
Mauro Fusato, responsabile dei sommozzatori del Volontari del Garda - © www.giornaledibrescia.it

Fusato, perché è così difficile trovare il corpo?

«La principale difficoltà, in questo caso, è rappresentata dalla conformazione del fondale. In quella zona è molto duro e compatto, con un’enorme quantità di pietre di ogni dimensione. Questo rende estremamente complicato l’utilizzo del sonar che, in condizioni normali, permette di ottenere risultati in tempi rapidi. Qui, invece, il suo utilizzo è più complesso».

Come state operando, quindi?

«Con il sonar abbiamo scandagliato il fondale medio-profondo, fino a circa 50 metri. Nelle zone meno profonde, invece, fino a 20 metri, preferiamo lavorare a vista utilizzando una telecamera trainata. È un’attività molto lenta e meticolosa, un lavoro certosino che richiede tempo. Questa è la maggiore difficoltà, ma continuiamo senza sosta: abbiamo cercato il disperso già nel pomeriggio e nella serata di sabato, poi per tutta la giornata di domenica e lunedì fino alle 21. Oggi (martedì, ndr) siamo di nuovo in acqua e continueremo finché le condizioni meteo lo permetteranno, anche se sono previsti temporali in arrivo da nord».

Il trascorrere dei giorni rende più complicate le ricerche?

«Credo che anche in questo caso sarà una questione di tempo: prima o poi lo troveremo. Abbiamo alcune indicazioni sul punto in cui è stato visto scomparire, ma non esiste una posizione GPS precisa. Purtroppo non disponiamo di un punto certo su cui concentrare le ricerche, c’è un’area piuttosto vasta da scandagliare».

Anche le condizioni del lago hanno inciso?

«Al momento della tragedia le due imbarcazioni coinvolte – quella da cui si era tuffato il bambino e quella dalla quale si è lanciato Alexandru per soccorrerlo – scarrocciavano in modo significativo, anche di una trentina di metri al minuto. Inoltre non conosciamo con precisione quanto tempo sia trascorso mentre Alexandru metteva in salvo il bambino, prima di inabissarsi. Sono tutti elementi che rendono molto più complessa la ricostruzione della dinamica».

Un momento delle ricerche - © www.giornaledibrescia.it
Un momento delle ricerche - © www.giornaledibrescia.it

In quella zona ci sono correnti significative?

«Sì, soprattutto nei bassi fondali ci sono correnti piuttosto sostenute dirette verso nord-est. È un fattore che dobbiamo necessariamente considerare nella pianificazione delle ricerche».

Quali strumenti state utilizzando?

«Stiamo impiegando un mix di tecnologie: il sonar, un ROV subacqueo e una telecamera a strascico dotata di un grandangolo molto spinto che, nei bassi fondali, rappresenta la soluzione più efficace. Abbiamo provato anche a trainare dei subacquei, ma la telecamera offre una maggiore autonomia operativa e, soprattutto, garantisce migliori condizioni di sicurezza. Stiamo utilizzando tutte le tecniche più adatte per massimizzare le possibilità di ritrovare il disperso».

Per il momento, però, di Alexandru Olaisiu Sorin non c’è ancora traccia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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