Per le strade del paese, quest’estate, si sta aggirando uno stranissimo mezzo di trasporto, un incrocio tra bici...e cavallo. In sella c’è il suo sviluppatore e costruttore: è l’Equibike di Aldo Lorenzetti.
«Da un anno l’avevo in testa, dopo aver visto qualche immagine su Internet, che, però, andava sviluppata, tra leve, baricentri, meccanismi: ad ogni modo, ho pensato "Questa la devo proprio fare!"», ci racconta.
Dalla sua parte, una passione innata e doti da costruttore che ha esercitato sin da giovanissimo (a 11 anni si è messo a costruire un villaggio di palafitte con i rametti trovati al campo sportivo), unite a una densa esperienza lavorativa, tra imprenditoria e insegnamento.
Missione compiuta
Ebbene, l’obiettivo è stato raggiunto: «Ci sono voluti due mesi, dalla mattina a mezzogiorno, nel corso dei quali hanno dato il loro contributo anche degli amici: ho iniziato a costruire l’Equibike presso l’abitazione di Albino Ferrari e dopo, per ragioni di spazio, mi sono trasferito nell’officina di Giovanni Ferrari, il quale, a 87 anni, è stato per me un eccellente supporto», narra Lorenzetti, che di anni ne ha 75, ma non perde la scintilla e di lampadine, nella sua testa, se ne accedono alla grande.
«L’Equibike è costruita con tubolari di ferro e acciaio, ricavati, in parte, da vecchie biciclette che ho reperito- spiega Lorenzetti-. Ha una testa di cavallo, ma, non solo: nella parte anteriore si muove con “gambe” che trainano il meccanismo della bici, simulando proprio il movimento delle zampe di un equino. Dietro possiede due ruote, a una delle quali è agganciato il freno. Ed è dotata di manopole che mi consentono di guidarla verso destra o verso sinistra: l’idea nasce dal funzionamento delle ruspe, per intenderci. Naturalmente si muove su strade asfaltate».
Chi è
È solo l’ultimo progetto concretizzato di una lunghissima serie: «All’inizio ero un aeromodellista e costruivo aerei radiocomandati; in realtà ho conseguito anche il brevetto di volo e pilotato Piper - ripercorre -. Poi ho costruito modelli di motori stirling, macchine a vapore, la riproduzione della famosa locomotiva presente al Castello di Brescia e altri oggetti».
Doti espresse e potenziate anche dall’esperienza lavorativa, appunto: «Avevo un’azienda, a Gussago, per la produzione di presse industriali, ho fatto il formatore all’Aib e tenuto un corso di oleodinamica e pneumatica all’Its Lonati. È la passione del costruire che mi aiuta a vivere», chiude Lorenzetti, che ha già in mente altri progetti.



