Una facciata magnifica, il timpano, sormontato da tre pinnacoli marmorei con al centro la croce dorata, svetta oltre trenta metri di altezza. Le lesene di color ocra mettono in risalto le quattro nicchie vuote, in alto al centro, il finestrone con la bella vetrata che porta l’immagine dei Santi Pietro e Paolo titolari del tempio, sulla cornice della finestra appare una figura apotropaica posta a protezione degli spiriti maligni. La parte bassa della facciata è abbellita da un imponente portale realizzato con un marmo denominato «Occhialino di Ono San Pietro o Cerveno», estratto alle pendici della Concarena. Sopra il portale fa capolino un busto rinascimentale di Cristo in estasi proveniente dalla vecchia chiesa. Risanato anche l’antico portale settecentesco in legno di larice, riportato alla sua bellezza originale.
L’inaugurazione
I lavori di restauro della chiesa parrocchiale sono giunti al termine e l’edifico sacro, tolto anche il ponteggio, fa ora bella mostra di sé con rinnovato splendore. Il 26 settembre è in programma l’inaugurazione ufficiale.
Si conclude così la seconda parte del progetto. Il primo lotto di lavori è iniziato nel 2022 con lo scavo archeologico, la sistemazione della pavimentazione nella piazzetta dietro il campanile, la formazione di un servizio igienico per disabili, la realizzazione di vespai aerati all’interno della navata e del nuovo impianto di riscaldamento.

La chiesa parrocchiale di Orzivecchi costituisce una delle più complete e importanti testimonianze dell’architettura bresciana del Settecento. Il primo agosto del 1740 venne posta la prima pietra della nuova costruzione alla presenza dell’arciprete don Ricci di Malonno, dei conti Martinengo e delle autorità religiose e civili. L’ambizioso progetto dell’architetto Antonio Corbellini rappresentò un esempio dell’arte nuova settecentesca che si stava diffondendo nel territorio bresciano e in tutta la Lombardia.
Lavori
Con questo nuovo progetto, redatto da Sandro Guerini, sono state inserite le catene-tiranti sul lato rivolto verso la farmacia, mentre su quello rivolto verso la torre erano già state posizionate durante i lavori del 1970, necessarie per dare la stabilità dell’edificio che aveva evidenziato diverse crepe, dovute anche alle vibrazioni causate dal continuo passaggio del traffico sulla provinciale, che taglia in due un paese ancora in attesa della «tangenzialina esterna», ferma da 17 anni. Si è inoltre provveduto alla sistemazione del tetto: pulizia dei canali, rappezzo delle crepe, posizionamento dell’impianto di allontanamento piccioni. Inoltre l’intera facciata, marmi e stucchi compresi, è stata oggetto di restauro e tinteggiatura.
Soddisfatto il parroco don Francesco Pedrazzi: «Ringrazio tutti coloro che hanno permesso, con la loro generosità, la realizzazione di quest’opera. Un grande grazie agli Amici della Disciplina che hanno coperto per una parte considerevole i costi dei lavori».



