Cronaca

Operazioni finanziarie sospette: a Brescia segnalazioni +6% nel 2025

Sono state 3.341, secondo quanto contenuto nel report dell’attività della Unità Informazione Finanziaria. Truffe online e criptovalute guidano la crescita
Elio Montanari
Euro in contanti - © www.giornaledibrescia.it
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Una segnalazione di operazione sospetta non è un reato. Ma, quando nell’anno sono più di 3mila e tante erano l’anno precedente come anche quello prima, è il caso di prestare attenzione a queste segnalazioni, che arrivano all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (Uif) da intermediari bancari e finanziari, altri operatori finanziari professionisti, obbligati a portare a conoscenza della Uif le «operazioni sospette». Rimane, infatti, elevato il numero delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (Sos) in provincia di Brescia.

Il dato

È quanto emerge dai dati del 2025; un quadro nel quale la provincia di Brescia entra a pieno titolo con ben 3.341 Segnalazioni di Operazioni Sospette, collocandosi al quinto posto nella graduatoria nazionale, preceduta solo da Milano, Napoli, Roma e Torino. Ma non solo.

Le operazioni sospette segnalate in provincia di Brescia, nel 2025, superano ampiamente le 3.142 ricevute nel 2024 (+6,3%), un valore che, anche in questo caso, colloca la nostra provincia al quinto posto nel panorama nazionale, dopo le quattro grandi ma prima di province altrettanto popolose come Palermo, Bari e Catania. Le province limitrofe, paragonabili per dimensione demografica, ossia Bergamo e Verona, contano, nel 2025, rispettivamente 2.319 e 1.933 Segnalazioni di Operazioni Sospette, a fronte delle 3.341 di Brescia.

Le Sos alla provincia di Brescia, nel 2025, rapportate alla popolazione residente, sono state 263 per ogni 100mila abitanti, a fronte delle 208 nella provincia di Verona e delle 207 di Bergamo. Ma, nel complesso delle province italiane, considerando Segnalazioni di Operazioni Sospette in rapporto alla popolazione residente, Brescia, (263) si colloca al 16° posto, preceduta da Milano (570 SOS x 100mila abitanti), Prato (542), Napoli (469), Reggio Emilia (424), Trieste (358), Crotone (353), Caserta (340), Roma (314), Biella (313) e, con valori superiori a quello bresciano, anche da Cagliari, Imperia, Siena, Rimini, Salerno e Firenze.

Ad alimentare il database dell’Uif è un’ampia platea di soggetti, costituita da intermediari bancari e finanziari, altri operatori finanziari professionisti, obbligati a portare a conoscenza della Uif, mediante l’invio di una segnalazione le operazioni sospette. Operazioni per le quali «sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa».

Il sospetto può essere desunto da caratteristiche, entità e natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento o da qualsiasi altra circostanza conosciuta dai segnalanti in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica o dell’attività svolta dai soggetti cui le operazioni sono riferite.

La Uif fornisce i risultati degli studi effettuati alle forze di Polizia, alle autorità di vigilanza di settore, al Ministero dell’Economia e delle finanze, all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, al Ministero della Giustizia, alla Direzione Nazionale Antimafia, Antiterrorismo, Direzione Investigativa Antimafia (Dia) e al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza.

A cosa servono

Giovanni Falcone diceva che bisognava seguire i soldi, «follow the money», per capire le mafie e la loro evoluzione, con la progressiva estensione della propria influenza nelle regioni del Nord. E, tra le Segnalazioni di Operazioni Sospette, di denaro ne circola tanto poiché, complessivamente, gli importi delle operazioni nel 2025 superano i 101 miliardi di euro.

Riciclaggio

Nel 2025 l’incremento delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (Sos), è dipeso principalmente dalla crescita di Sos connesse con il riciclaggio di proventi riconducibili a truffe e frodi informatiche che, nell’anno, hanno riguardato circa 31.600 segnalazioni, su un totale di 162.058.

Il direttore l’Unità di Informazione Finanziaria (Uif), Enzo Serata, nel presentare il rapporto semestrale, segnala come in quell’ambito «si è osservato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa per la creazione di documenti impiegati per l’apertura di rapporti a distanza, modalità che presenta rilevanti rischi a carico degli intermediari».

Banche e Poste restano i soggetti col maggior numero di segnalazioni, con un incremento del 26,8% rispetto al 2024, mentre le criptoattività risultano «sempre più utilizzate a fini di riciclaggio». Alla criminalità organizzata, in particolare, risulta poi essere collegato circa il 14% delle segnalazioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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