Non c’è stata provocazione, l’attenuante non può essere considerata, ma la confessione, l’incensuratezza, il parziale risarcimento e il comportamento processuale sono comunque valse la concessione delle attenuanti generiche e soprattutto «si osserva che la condotta criminosa, pur a fronte dell’esito letale, risulta commessa con violenza isolata, come reso manifesto dal fatto che alla vittima è stato inferto un singolo colpo d’arma bianca. Tale dinamica restituisce, pur a fronte della causale prossima irrisoria (un movimento del Comelli verso l’odierno imputato), una determinazione criminale non particolarmente intensa».
La sentenza
Con queste parole il Gup Cesare Bonamartini ha spiegato la determinazione della pena, 14 anni al termine del processo con rito abbreviato, a carico del barista oggi 21 enne Matias Pascual per l’omicidio di Roberto Comelli avvenuto a Provaglio d’Iseo la notte di Capodanno del 2025.
La difesa infatti chiedeva l’attenuante della provocazione perchè la vittima, per due volte nel corso della serata, si era presentata nella sala dove era in corso la festa e aveva minacciato i ragazzi all’interno.
Scrive però il Gup, «a fronte del comportamento petulante, ma sostanzialmente inoffensivo della persona offesa, deve escludersi che Comelli abbia posto in essere un fatto ingiusto idoneo a determinare uno stato d’ira rilevante» e anche che «si deve, infatti, evidenziare come la vittima si stesse allontanando dal locale e sia stata inseguita dall’odierno imputato e da altri partecipanti alla festa. Non risultano, poi, concreti agiti aggressivi del Comelli, atteso che lo stesso Pascual ha precisato, nell’esame reso nel corso del giudizio, di aver colpito la vittima solo per averla visto avanzare nei suoi confronti, escludendo di aver udito che la stessa avesse fatto riferimento al possesso di oggetti da utilizzare a fini di offesa a terzi».
La decisione
Per le attenuanti generiche invece, oltre alla confessione e al risarcimento «la condizione di incensuratezza ed il carattere isolato ed estemporaneo della condotta omicidiaria, ritiene lo scrivente che possano essere riconosciute le circostanze attenuanti generiche invocate dalla difesa del Pascual».
Sulla dinamica dei fatti, emersa chiara già nelle ore successive ai fatti e grazie alle testimonianze di tanti dei ragazzi che erano presenti, non sono emersi dubbi nel corso del processo e che lo stesso barista, poche ore dopo i fatti, aveva «lasciato un biglietto, indirizzato alla madre e al fratello, nel quale scriveva: “Ho fatto una cosa orribile e devo pagare”, con lo scopo di costituirsi presso la Caserma dei Carabinieri».




