Omicidio di Capodanno, scrive al figlio della vittima: «Non mi perdonerò mai»

In quasi dodici mesi di carcere ha scritto tanto. Lettere agli amici, alla fidanzata, alla madre e al fratello. E tante ne ha ricevute. Ma tra quelle che ha inviato, una ha un peso particolare. Per il pensiero espresso ma soprattutto per il destinatario.
«Ciao Loris, era da tanto che volevo scriverti». Inizia così la missiva che Matias Pascual, 20 anni, ha spedito dalla sua cella del carcere di Bergamo al figlio di Roberto Comelli, l’uomo che il giovane ha ucciso nella notte di Capodanno a Provaglio di Iseo. Ammazzato con una coltellata al cuore fuori da una stanza in cui un’ottantina di ragazzi – molti dei quali minorenni – stava festeggiando l’arrivo del nuovo anno.

L’omicidio
Comelli avrebbe tentato un paio di volte di imbucarsi alla festa e per due volte è stato respinto con le maniere forti. Prima preso a pugni, poi colpito alla testa con il calcio di una pistola scacciacani (da un minore che sarà processato per concorso in omicidio) e infine ucciso da Matias Pascual, che il pomeriggio del primo gennaio si consegnerà alle Forze dell’ordine confessando il delitto.
«Lo so che sarai sorpreso per questa lettera, soprattutto per il ritardo ma in quanto la situazione è delicata mi sembrava giusto lasciarti del tempo per elaborare il tutto e ne avevo bisogno pure io. Ho pensato a come dirti quello che provo (è da tanto che ci penso) ma le parole giuste in fondo non esistono in questo caso» scrive Matias al figlio dell’uomo che ha ucciso.

Coetanei
I due ragazzi sono praticamente coetanei, hanno solo due anni di differenza. «Mi dispiace per tutto, ogni singola cosa, ogni sbaglio quella notte. Il dolore e la situazione che tu e la tua famiglia vivete non ho avuto in nessun momento l’intenzione che finisse in questo modo» le parole del giovane che lavorava in un bar a Prevalle e che nella lettera dal carcere ammette: «Ho commesso l’errore più grande che un ragazzo possa fare e me ne rendo conto, che non posso fare nulla per portare indietro tuo papà e non mi perdono né mi perdonerò mai per questo».

Il giovane racconta al figlio di Roberto Comelli di sapere cosa sta provando. «Lo so bene che ho lasciato un ragazzo mio coetaneo senza figura paterna. Mi tormenta in maniera particolare perché il papà è mancato anche a me e so la sofferenza di questo, quanto male può fare. Con le mie parole non voglio giustificare un gesto impossibile da giustificare, ma farti sapere che sono un ragazzo come gli altri, con sogni, valori, ingenuità e sbagli e mai avrei pensato potesse capitare una tragedia così grande».
Matias Pascual ha ottenuto di essere processato con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. «Ti chiedo scusa» scrive nella lettera al figlio della vittima, «e voglio pagare per il mio errore con tutti gli anni che seguiranno. Con questa lettera non aspetto un perdono da parte tua. Per la tua famiglia è impossibile perdonarmi e nei tuoi panni nemmeno io lo farei... quindi capisco benissimo. Solo mi dispiace di tutto, ci soffro e soffrirò per questo tutta la vita fino alla fine. Spero Dio possa perdonarmi».
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