Preceduto da un pomeriggio di «scuola aperta» a cui hanno partecipato genitori e bambini, alla presenza di numerose autorità, sabato in via Palazzo è stato inaugurato Abbraccio, il nuovo asilo nido. Occasione importante, perché da oggi, lunedì, a Ghedi ci sono altri 36 posti dedicati ai più piccoli, ma anche perché la cerimonia ha dato il via a una «rivoluzione» che interessa scuola, ambiente e urbanistica.
Per i più piccoli
Partiamo dal nido. Dei dati tecnici abbiamo già detto in altre occasioni: ricordiamo solo che, realizzato a tempo di record per poter accedere ai fondi Pnrr, è nato dalla riconversione di un plesso delle elementari, è costato 1.400.000 euro, è stato progettato da DvArea ed è stato realizzato da Galfa Costruzioni.
Comprensibile la soddisfazione del sindaco Federico Casali e degli assessori Giovanni Cazzavacca e Delia Bresciani: «La realizzazione del nido nasce dalla volontà di rafforzare l’offerta di servizi per la prima infanzia e rispondere alle esigenze delle famiglie di Ghedi. Ringraziamo il responsabile dell’Ufficio tecnico Fabio Gavazzi, la responsabile dell’area Servizi sociali Nicoletta Perani e il personale degli uffici comunali per il lavoro fatto».
«Da un lato abbiamo reso funzionale un edificio che non era adatto ad ospitare l’asilo nido - precisa l’architetto Andrea Solazzi di DvArea -. Dall’altro abbiamo restituito una nuova immagine a un luogo legato alla memoria della comunità». Aggiunge: «È il primo tassello che riguarda la rigenerazione dell’area delle ex scuole elementari». E da qui in avanti inizia la «rivoluzione».
Demolizioni.
Il 12 settembre la primaria traslocherà nel nuovo Polo scolastico, lasciando liberi i sette plessi attualmente occupati, ma anche l’area di pertinenza. Dei sette edifici, tre rimarranno al loro posto: quello che ospita il nido Abbraccio e quello contiguo, che probabilmente dal 2027 accoglierà la scuola materna parrocchiale (le Madri Canossiane hanno deciso di vendere la casa di via Marconi, dove ha sede la scuola parrocchiale, che quindi sarà «sfrattata»). Rimarrà al suo posto anche il plesso Tosoni, dove c’è una sala polivalente molto utilizzata. Gli altri quattro edifici verranno rasi al suolo.
«Al loro posto - anticipa Giovanni Cazzavacca - nascerà un’area verde: praticamente un parco in centro al paese. Ci stiamo lavorando insieme con l’Ufficio tecnico».
Ritorno al passato
Se il progetto andrà in porto, sarà un parziale ritorno al passato: a parte i due plessi che si affacciano su via Baracca (che verranno abbattuti), in origine l’area su cui insistono gli altri edifici era un grande spazio verde, con un campo sportivo e una pista da ballo delimitata da enormi pioppi. Lo chiamavano tutti «ai piòpi»: d’estate i giovani andavano proprio lì a ballare twist, hully gully e surf.
La «rivoluzione» (nuovo Polo scolastico, trasferimento della primaria e creazione del parco urbano) non piace alle opposizioni: «Spendendo molto meno e senza consumare altro suolo - ha ribadito in più occasioni il consigliere comunale Carmine Piccolo - si poteva mettere a nuovo l’attuale scuola elementare». «Prendiamo atto - conclude Giovanni Cazzavacca -. A noi, invece, e pure a tantissimi ghedesi, questo progetto piace assai, per cui…».



