Nel 2033 un abitante su tre nelle valli bresciane avrà più di 65 anni

Barbara Fenotti
Il rapporto Cresme fotografa il futuro di Valcamonica, Valsabbia e Valtrompia. Cresce il numero delle famiglie
Campolaro a Bienno - © www.giornaledibrescia.it
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Nel 2033 un abitante su tre nelle valli bresciane avrà più di 65 anni. È il dato che meglio sintetizza la trasformazione in atto in Valcamonica, Valsabbia e Valtrompia, territori dove il calo dei giovani sta ridisegnando il futuro.

Le aree montane tengono sul piano economico, ma restano fragili sotto il profilo demografico, strette tra invecchiamento e difficoltà ad attrarre nuove famiglie.

Lo studio

Un quadro che emerge con chiarezza dal rapporto «Brescia aree montane» elaborato dal Cresme e presentato ieri in Comunità montana Valtrompia dal direttore Lorenzo Bellicini nel corso dell’incontro «Le aree montane bresciane: analisi, sfide e prospettive» organizzato da Fondazione Campus edilizia Brescia Ets e Comunità montana della Valtrompia.

I numeri

Le tre valli bresciane contano complessivamente 83 Comuni su 205 della provincia e una popolazione di 264.321 abitanti nel 2023, distribuiti su oltre 2.200 chilometri quadrati. Nel dettaglio la Valcamonica registra 90.196 residenti con una densità di 70,9 abitanti per chilometro quadrato, la Valsabbia 65.001 abitanti e 117,5 abitanti per chilometro quadrato, mentre la Valle Trompia concentra 109.124 residenti con una densità di 285,8 abitanti per chilometro quadrato.

Un territorio nel complesso vasto e strategico, ma con forti differenze interne e valori medi di densità inferiori rispetto alla pianura. Dal punto di vista demografico il quadro evidenzia segnali di debolezza: tra il 2019 e il 2023 la popolazione è calata in tutte le valli, con un -1,6% in Valcamonica, -0,2% in Valsabbia e -0,5% in Valtrompia. Una dinamica opposta rispetto al resto della provincia, dove si registra, invece, una lieve crescita.

Eppure emerge un dato apparentemente controintuitivo: mentre gli abitanti diminuiscono o restano stabili, il numero delle famiglie cresce. Nello scenario al 2033 si prevede un aumento delle famiglie del 4,5% in Valcamonica, del 3% in Valsabbia e del 6% in Valtrompia, anche in presenza di una popolazione stagnante. È il segno di una trasformazione profonda: nuclei sempre più piccoli, più anziani soli, più coppie senza figli.

Un cambiamento che alimenta comunque la domanda abitativa, pur in un contesto di calo demografico. A pesare è proprio l’invecchiamento: già oggi gli over 65 rappresentano oltre un quarto dei residenti, con punte del 25,2% in Valcamonica, del 23,8% in Valsabbia e del 24,6% in Valtrompia. Lo studio indica un ulteriore aumento nei prossimi anni, con un impatto diretto sull’equilibrio tra popolazione attiva e non attiva.

Economia

Sul fronte economico, tuttavia, le valli mostrano una buona capacità di tenuta. Nel 2023 si contano 88.692 addetti complessivi, con una crescita del 5,5% rispetto al 2019. In particolare la Valsabbia si distingue per dinamismo, con un aumento degli occupati del 9,9%, mentre la Valcamonica segna un +4,6% e la Valtrompia un +3,5%. Anche il valore aggiunto, cioè la ricchezza creata dalle imprese, cresce in modo significativo: 1,76 miliardi in Valcamonica, 1,6 miliardi in Valsabbia e oltre 2,3 miliardi in Valtrompia.

Gli amministratori che hanno partecipato al convegno - © www.giornaledibrescia.it
Gli amministratori che hanno partecipato al convegno - © www.giornaledibrescia.it

Indicatori che confermano la solidità del tessuto produttivo, soprattutto nei comparti manifatturieri e nei servizi locali. Il nodo resta però la capacità di trattenere e attrarre popolazione. Le valli crescono meno della pianura e del capoluogo e mostrano una forte polarizzazione interna: tengono i centri di fondovalle e le aree meglio collegate, mentre soffrono i comuni più periferici, le cosiddette aree interne. In prospettiva, perciò, la sfida è duplice: occorre sostenere lo sviluppo economico già in atto e rafforzare l’attrattività residenziale, per contrastare il declino demografico e garantire la sostenibilità futura di questi territori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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