È una morte che ha lasciato il segno tra le gente di Castelcovati quella di Alessandro Vezzoli, carpentiere di 55 anni residente in paese, deceduto lunedì mattina in un infortunio sul lavoro avvenuto in un cantiere edile di Origgio, nel basso Varesotto. Chi conosceva l’uomo si è stretto in queste ore attorno ai due figli e ai genitori, Luigi e Rosa.
Il lutto
Un dolore reso ancora più straziante per la famiglia, che a poco più di un anno di distanza piange un altro devastante lutto dopo la scomparsa della compagna di Vezzoli. Attualmente la famiglia del carpentiere è in attesa del dissequestro della salma, che sarà firmato solo dopo l’autopsia, disposta dalla magistratura. Circa i tempi si suppone che la salma possa tornare a Brescia venerdì. Nell’ipotesi il funerale del carpentiere potrebbe svolgersi lunedì o martedì prossimi. Secondo quanto emerso, l'azienda per cui la vittima lavorava sarebbe collegata al fratello. Cordoglio viene espresso anche dal Comune che manifesta la propria vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore.

La dinamica
La tragedia si è consumata poco dopo le 9 in un cantiere di via Don Giovanni Minzoni a Origgio, nel basso Varesotto. Stando a una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori e dei tecnici di Ats Insubria, l’incidente si sarebbe verificato in corrispondenza di una soletta nella quale era stata praticata una bocca di lupo, con barre di ferro per il rinforzo fissate tramite resine speciali. Vezzoli sarebbe stato incaricato di applicare una resina isolante e, per eseguire l’operazione senza intralci, pare aver rimosso i supporti a vite che sorreggevano la struttura. È in quel frangente che la soletta avrebbe ceduto improvvisamente, travolgendo e schiacciando l’operaio.
L'impatto non gli ha lasciato scampo. I Vigili del fuoco del comando di Varese hanno lavorato a lungo e con grande complessità per raggiungere l'uomo e liberarlo da sotto la lastra di cemento. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorritori sanitari - giunti sul posto con due mezzi di soccorso avanzato, uno di primo e uno di secondo livello - per il cinquantacinquenne non c'è stato nulla da fare, e il decesso è stato constatato direttamente sul luogo dell'infortunio.
Le indagini
I rilievi e gli accertamenti per chiarire l'esatta dinamica dei fatti sono affidati ai carabinieri della Compagnia di Saronno, intervenuti tempestivamente sul posto insieme ai tecnici di Ats Insubria. L’inchiesta dovrà accertare le reali condizioni di sicurezza del cantiere, verificare il rispetto delle procedure operative e chiarire con precisione le fasi che hanno preceduto il cedimento strutturale costato la vita al carpentiere bresciano. Intanto resta che le morti bianche nei cantieri edili rappresentano una piaga persistente e drammatica nel panorama lavorativo italiano. Cadute, crolli strutturali, ribaltamenti continuano a essere le cause principali di questa situazione.


