Cronaca

Violentissimo schianto in Trentino: morto un motociclista di Concesio

Incidente frontale in val di Ledro. Renis Domi, 42 anni, è stato sbalzato dalla sella e ha fatto un volo di una quarantina di metri
Barbara Fenotti
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Violento schianto in Trentino, muore 42enne di Concesio

Si è trovato una Clio rossa nel cupolino. Ha pinzato il freno. Non è riuscito ad evitarla. In seguito all’impatto è stato sbalzato di una quarantina di metri. Alla sua Yamaha è rimasto attaccato il motore e poco più. Per lui, Renis Domi, 42enne di origini albanesi, ma da una vita di casa in Valtrompia non c’è stato proprio nulla da fare.

L’ennesimo incidente stradale mortale di un 2026 che non accenna a placarsi è accaduto in Trentino, tra Bezzecca e Tiarno, non distante dalla valle di Ledro. È successo tutto nel primo pomeriggio. La Yamaha R1 di Domi e la Clio condotta da una 67enne residente in zona, sono entrate in rotta di collisione in località Santa Lucia.

Secondo la ricostruzione degli agenti della stradale, la donna al volante stava svoltando alla sua sinistra proprio negli istanti in cui la moto del 42enne ora di casa a Concesio dopo aver vissuto a lungo a Sarezzo stava sopraggiungendo. Gli agenti intervenuti per i rilievi, a giudicare da quello che è restato della moto di Domi, dalle condizioni in cui dopo l’impatto si è trovata la Clio della signora e, soprattutto, il volo fatto dopo l’impatto dal motociclista, non escludono che il 42enne stesse procedendo a velocità particolarmente sostenuta. Poco distante da lui al momento dell’incidente c’era la compagna, anche lei in moto.

 La moto era un’autentica passione di Renis Domi. L’ultima foto pubblicata su Facebook, tre giorni fa, lo ritrae proprio accanto alla sua Yamaha R1, seduto su una staccionata con le montagne sullo sfondo. Con tutta probabilità stava trascorrendo un fine settimana fuori porta in sella alla motocicletta che amava e che aveva rispolverato dal garage sul finire del 2025 dopo un periodo di inattività.

Il profilo

Il 42enne era residente a Concesio. Prima aveva vissuto per anni a Sarezzo. Fino al 2019 viveva a Crocevia, all’incrocio tra la ferramenta e il centro Tim, dove era conosciuto da molte persone. Aveva lavorato come addetto alla sicurezza in diversi locali, tra cui la Compagnia del Caffè di Gardone Valtrompia. Un impiego che gli aveva permesso di entrare in contatto con tante persone e di costruire nel tempo una vasta rete di conoscenze. Aveva inoltre lavorato alla Mario Fernando di Lumezzane, occupandosi dell’attrezzaggio delle trance e del posizionamento degli stampi sotto le presse, e attualmente operava alle Acciaierie Venete di Sarezzo.

A piangerne la scomparsa è soprattutto il figlio di sei anni, al quale era legatissimo. Appena poteva passava il suo tempo con lui. La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa in Valtrompia, suscitando incredulità e dolore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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