Cronaca

Nuovo lutto a Pozzolengo, l'addio a Dario Righettini: «Un altro strazio»

Venti giorni dopo l'addio a Paolo Calabresi, il paese si ferma per i funerali di un altro 19enne. Una grande folla ha gremito la parrocchiale: tra la commozione e il caldo, alcune persone hanno accusato dei malori
Alice Scalfi
A Pozzolengo i funerali di Dario Righettini © www.giornaledibrescia.it
A Pozzolengo i funerali di Dario Righettini © www.giornaledibrescia.it

Venti giorni dopo, la stessa chiesa si è riempita di nuovo. Gli stessi banchi. Gli stessi volti. Lo stesso silenzio. Soltanto un altro ragazzo. Dopo Paolo Calabresi, questa mattina Pozzolengo ha salutato anche Dario Righettini. Entrambi non avevano ancora vent’anni.
In tredici anni da parroco, don Daniele Del Bosco racconta di non aver mai visto la chiesa così piena. Centinaia di persone, tantissimi giovani e un caldo soffocante che, insieme alla commozione, ha costretto alcune persone ad abbandonare la funzione per essere accompagnate all’esterno e riprendersi. «È stato un nuovo strazio» racconta una donna del paese, presente anche ai funerali di Paolo. «Come si affronta un dolore così? Non si affronta. Si pensa alle loro famiglie. Tornano alla mente i ricordi di quando erano bambini, della scuola, dell’oratorio, dei pomeriggi trascorsi insieme ai propri figli. E si finisce per immaginare quel dolore sulla propria pelle. Da genitori, lo si prova».

L’abbraccio del paese

«Quando è arrivata la notizia della morte di Dario mi è sembrato impossibile - racconta don Daniele -. Anche stavolta tutto il paese si è mosso. Si vede che una comunità, dal punto di vista civile e non solo religioso, sa unirsi. Nei paesi come il nostro questi ragazzi li hanno visti crescere tutti».
Per la seconda volta in meno di tre settimane, tra i banchi della chiesa sedeva anche il sindaco Alex Franzoni con la fascia tricolore. Come già in occasione dei funerali di Paolo Calabresi, anche stavolta il Comune aveva proclamato il lutto cittadino. Franzoni aveva affidato a poche righe il sentimento del paese: «La perdita di Dario ci lascia sgomenti. Possiamo soltanto stringerci in un abbraccio, determinati a onorare la memoria dei suoi diciannove anni e tenere vivo il ricordo dei suoi valori e dei suoi sogni».

Palloncini bianchi in memoria di Dario © www.giornaledibrescia.it
Palloncini bianchi in memoria di Dario © www.giornaledibrescia.it

I ricordi

Accanto al feretro sedevano mamma Ornella, papà Paolo, il fratello Nicola e la fidanzata Vanessa. È stata proprio lei a trovare le parole più difficili, confidando di aver immaginato di entrare in quella chiesa insieme a Dario, ma vestita di bianco.

Poco dopo il padre ha affidato al silenzio della parrocchiale un pensiero che ha commosso i presenti: aveva sempre pensato che un giorno sarebbe stato il figlio ad accompagnare lui, e non il contrario.

Un amico dell’università ne ha ricordato l’intelligenza, la curiosità e i sogni che coltivava, mentre una docente dell’istituto Cerebotani, la scuola che Dario aveva frequentato fino all’anno scorso, ha riportato il ricordo degli anni trascorsi tra quei banchi. A chiudere gli interventi, un amico di famiglia ha annunciato una raccolta fondi destinata alle scuole della Guinea in memoria di Dario.

Gli amici

Gli amici con cui condivideva la passione per le moto © www.giornaledibrescia.it
Gli amici con cui condivideva la passione per le moto © www.giornaledibrescia.it

«Mi ha colpito la profondità dei ragazzi che hanno voluto parlare - prosegue il parroco -. Spesso non ci rendiamo conto della loro capacità di essere amici. Sono molto più di quello che noi immaginiamo». Parole che hanno trovato conferma nei tanti giovani rimasti fino all’ultimo tra i banchi della chiesa e sul sagrato.
«Umanamente è difficile comprendere tutto questo - conclude don Daniele -. Da pastore della comunità guardo però anche alla prospettiva della vita eterna. È quella che, dentro un dramma così grande, mi dà la forza di continuare a stare accanto alle famiglie».
Al termine della funzione, i palloncini in cielo. Poi il corteo ha raggiunto il cimitero. Ad attendere Dario c’erano ancora i suoi amici, molti dei quali in moto. Tra le loro anche la sua, acquistata da poco e simbolo di una passione che coltivava da sempre. A farla rombare per l’ultima volta sono stati il padre e il fratello.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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