Sedici anni di carcere. È questo il conto che la giustizia ha presentato a Oussama El Messky, il 24enne di origini marocchine accusato dell’omicidio del connazionale Abdelilah Soiyt, avvenuto a Pontoglio, sulle sponde dell’Oglio, il 12 aprile del 2025. Il pubblico ministero Benedetta Callea aveva chiesto per lui una condanna a vent’anni, con tutta probabilità il giudice gli ha concesso le circostanze attenuanti generiche e un ulteriore sconto, oltre a quello di un terzo previsto dal rito abbreviato.
Oussama El Messky è ritenuto dagli inquirenti il mandante della caccia all’uomo che si scatenò per il controllo della piazza di spaccio sulle sponde del fiume. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Soiyt pagò con la vita lo «sconfinamento» nella piazza occupata dai connazionali che, dopo averlo minacciato, si presentarono armati di fucile, bastoni e bottiglie per convincerlo a lasciare loro il business dello spaccio.
Secondo i carabinieri erano in sette quella sera, quattro quelli identificati, tre invece i giovani spariti dalla circolazione. Per fuggire al loro agguato Soiyt, che era insieme ad un cugino, si tuffò nell’Oglio. Inizialmente si pensò ad un annegamento. Quando il suo corpo venne ripescato dal fiume si capì però che a causare la sua morte era stata un’arma da fuoco




